L’AQUILA – Il Consiglio comunale dell’Aquila ha deciso che la città dell’Aquila entra in stato di agitazione permanente. La decisione è stata annunciata al termine del Consiglio indetto stamani a Piazza Navona in segno di protesta.
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Una delegazione dei partecipanti è stata inoltre ricevuta al Senato dal presidente Renato Schifani. Un gruppo di quanti hanno dato vita al Consiglio di questa mattina e dei cittadini aquilani si è invece diretto verso la sede della Rai a piazza Mazzini, per protestare contro la decisione di non trasmettere da parte del Tg1 e del Tg2 servizi in merito alla manifestazione organizzata all’Aquila il 16 giugno scorso.
Piazza Navona è stata scelta dopo che non è stato possibile tenere l’assemblea di fronte a palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica, come inizialmente previsto. La convocazione romana vuole essere una forma di protesta e sensibilizzazione sul disagio economico e sociale degli abitanti del “cratere” del terremoto del 6 aprile 2009.
CIALENTE: ”SONO SODDISFATTO, GRAVI LE PAROLE DI PICCONE”
L’AQUILA – “Un’altra tappa importante, una prova di grande maturità”. È soddisfatto il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, dopo il Consiglio comunale che si è tenuto oggi a Roma, a piazza Navona, a un tiro di schioppo dal Senato. Eppure non rinuncia a una nota polemica, spiegando che non gli sono andati giù due aspetti in particolare.
“La nota stonata – commenta – sono stati i fischi al senatore del Popolo della libertà, Filippo Piccone. La nota grave, invece, è stata la sua dichiarazione in cui mi attacca. Se la sua linea è anche quella del Pdl abruzzese la situazione è grave, nei confronti miei e nei confronti di Gianni Chiodi. Eppure Piccone sa benissimo per esempio che non si può dare la colpa al sindaco se alla Questura i lavori sono fermi. Il problema è che non ci sono i soldi”.
“Mi preoccupa – aggiunge Cialente – quello che ha detto Piccone, un uomo forte della maggioranza che governa la Regione. Un altro errore grave, dopo che io stesso ho contribuito a rasserenare il clima che si era creato attorno a lui dopo che aveva detto che Pescara oggi è la capitale d’Abruzzo”.
Quanto al rischio paventato dallo stesso senatore del Pdl che Cialente possa perdere la sua poltrona da sindaco, il sindaco replica che “forse c’è la minaccia di una campagna acquisti in Consiglio comunale, ma i consiglieri anche di centrodestra ora sono legati esclusivamente all’interesse della città. A meno che – conclude Cialente – anche all’Aquila non ci voglia un sindaco originario di Celano”.
L’ASSEMBLEA RILANCIA: IL 6 LUGLIO NUOVO CORTEO, STAVOLTA A ROMA
L’AQUILA – Una grande mobilitazione generale sulla scia di quella promossa il 16 giugno all’Aquila, ma stavolta nella Capitale. Così l’assemblea cittadina composta dai comitati spontanei che si sono formati all’indomani del sisma del 6 aprile 2009 ha deciso di proseguire la mobilitazione contro una finanziaria che riduce la fascia di persone a cui verranno prorogate le agevolazioni fiscali.
I manifestanti andranno martedì 6 luglio a Roma, le modalità della manifestazione sono ancora tutte da definire. “Vogliamo il congelamento di tasse, mutui e prestiti per almeno cinque anni – si legge nella piattaforma della mobilitazione – in cui si chiedono anche garanzie per il lavoro, la ricostruzione e si chiede anche lo snellimento delle procedure burocratiche collegate agli interventi post sisma”.
Gli organizzatori della mobilitazione chiedono anche la mobilitazione della stampa locale e nazionale per mantenere alta l’attenzione sull’Aquila e su tutta l’area del “cratere”.
UN CONSIGLIO STRAORDINARIO AFFOLLATO
Oltre ai consiglieri, al sindaco Massimo Cialente e al presidente dell’assemblea Carlo Benedetti, hanno partecipato numerosi parlamentari abruzzesi, tra i quali Franco Marini, Giovanni Lolli, Giovanni Legnini e Pierluigi Mantini; a Roma ci sono anche l’attuale presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, e quello precedente, Stefania Pezzopane. Tra il pubblico c’era anche il capogruppo del Partito democratico, Anna Finocchiaro.
Dall’Aquila sono stati organizzati pullman dall’assemblea permanente di piazza Duomo, e le bandiere neroverdi, che rappresentano i colori della città, stanno sventolando sulla piazza romana.
CIALENTE: ”IL GOVERNO NON E’ PIU’ CON NOI”
L’AQUILA – “Prima sentivamo il governo con noi, il Paese con noi: ora non sentiamo più il governo dietro di noi”.
Lo ha detto il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, parlando con i giornalisti in attesa di aprire i lavori del Consiglio comunale a piazza Navona. “La ricostruzione – ha aggiunto – è completamente bloccata: se hanno deciso di non ricostruire ce lo dicano”.
Cialente ha sottolineato che il nodo centrale è la “mancanza di soldi” e per questo “si sta bloccando anche la ricostruzione di edifici strategici, come la Questura”.
C’é poi il nodo delle tasse: “Restituire in cinque anni – ha concluso il primo cittadino – le tasse che non abbiamo pagato per le nostre famiglie è come avere un mutuo da pagare da 250 milioni. Inoltre abbiamo ancora 32 mila sfollati senza case”.
LE RICHIESTE: TASSA DI SCOPO E ZONA FRANCA URBANA
L’AQUILA – Il Consiglio comunale dell’Aquila, il sindaco Massimo Cialente e i sindaci dei paesi del “cratere”, riuniti a piazza Navona, vicino al Senato, sono tornati a chiedere con forza una tassa di scopo e l’istituzione di una zona franca urbana a sostegno delle piccole imprese del territorio.
Queste due richieste rappresentano le istanze centrali su cui in questi mesi gli enti locali della zona hanno insistito. Una tassa di scopo, ha spiegato Cialente, “permetterebbe di avere denaro costante: non chiediamo cifre iperboliche ma un flusso continuo di risorse”. Quanto alla zona franca, “fu creata dopo il terremoto del 1703 – ha rilevato il sindaco – È possibile che andiamo indietro rispetto a 300 anni fa?”.
RESTITUZIONE INPS: CIALENTE, ”IL PRESIDENTE ERA ALL’OSCURO”
L’AQUILA – Sulla circolare Inps che chiede il versamento di sei mesi di contributi non pagati in un’unica soluzione, il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente ha svelato di aver contattato “il governo e il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, per avere chiarimenti. Ma quest’ultimo mi ha detto che non ne sapeva niente e che adesso ci si attiverà per una sospensione”.
”CI SENTIAMO COME CONDANNATI NEL BRACCIO DELLA MORTE”
L’AQUILA – “Ci sentiamo come il condannato nel braccio della morte”. È uno dei passaggi dell’intervento del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, al Consiglio comunale in corso a piazza Navona a Roma.
“In questo momento – ha detto – abbiamo bisogno di una spinta e di aspettative per la ricostruzione e invece ci viene detto: ‘Non adesso’ e ci viene prospettato un nuovo rinvio di sei mesi. Sembra uno di quei film americani in cui la corte federale rinvia di sei mesi un’esecuzione capitale”.
”LA RICOSTRUZIONE SPETTA A NOI, NON ALLA PROTEZIONE CIVILE”
L’AQUILA – “La ricostruzione non può essere affidata alla Protezione civile”. Lo ha detto il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, durante il Consiglio comunale in corso a Roma.
Di fronte al nodo delle risorse, ha spiegato Cialente, “la Protezione civile ci dice: ‘ci sono nove miliardi’. Ma perché – ha aggiunto – a questa domanda deve rispondere la Protezione civile? La ricostruzione spetta al Governo e agli Enti locali”.
DEL CORVO: ”CERTEZZE SUI FONDI, MA SPENDERLI BENE”
L’AQUILA – “Serve certezza riguardo agli stanziamenti previsti nel decreto Abruzzo, per capire se sono disponibili in termini di cassa”.
È questo il passaggio centrale dell’intervento del presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, al Consiglio comunale dell’Aquila in corso a piazza Navona a Roma.
“Chiediamo con forza – ha aggiunto – di assicurare continuità di supporto e di non abbandonare L’Aquila”.
Del Corvo si è detto “ottimista”, ma ha rivolto anche un appello agli Enti locali: “Dobbiamo essere in grado di spendere ciò che ci è stato messo a disposizione”.
PICCONE, FISCHIATO, SE NE VA E ATTACCA CIALENTE: ”E’ UN INCAPACE”
L’AQUILA – Il senatore del Popolo della libertà, Filippo Piccone, é stato fischiato e interrotto dagli aquilani al Consiglio comunale straordinario in corso a Roma e non ha potuto completare il suo intervento. Quando se n’é andato, invece, è stato accompagnato da applausi.
Piccone successivamente ha commentato con accuse al vetriolo. “Il sindaco dell’Aquila Cialente – ha attaccato – è un incapace: L’Aquila ha due miliardi a disposizione, ma non è in grado di espletare le pratiche per utilizzarli”.
Alla domanda se i fischi a lui rivolti derivino dal fatto che è un esponente del Pdl e oggi, indirettamente, rappresentasse anche il Governo, Piccone ha risposto con un laconico “probabilmente sì”.
CARTELLI E CARRIOLE CONTRO LA ‘CRICCA’
L’AQUILA – Alcuni cittadini che hanno voluto assistere al Consiglio comunale straordinario a Roma hanno esibito cartelli di protesta. “Come sta l’Aquila? – si legge in uno dei cartelli che riporta una vignetta con medico e paziente – È ancora un po’ intontita – risponde il dottore – ma se si sveglia si inc…”.
In un altro cartello c’é l’epitaffio per la città dell’Aquila listato a lutto. È anche arrivata una carriola con piccole scatole della dimensione di un mattone su cui c’é scritto “cricca”: un simbolo della mancata ricostruzione e un evidente riferimento all’inchiesta sugli appalti per la Grandi Opere.
PEDICA (IDV): ”SCARICHEREMO CARRIOLE DAVANTI A SEDE PROTEZIONE CIVILE”
L’AQUILA – È il senatore romano dell’Italia dei valori, Stefano Pedica, ad aver portato la carriola con le piccole scatole che rappresentano simbolicamente mattoni sulle quali è scritto “cricca”.
“Faremo un corteo con chi ci vuole seguire – ha spiegato Pedica – e scaricheremo questa carriola a via Ulpiano, di fronte alla sede della Protezione civile. Mettessero una tassa ai componenti della ‘cricca’. Sulla ricostruzione sono state dette solo bugie, il governo deve trovare i soldi”.
LA SPINTA DEL CONSIGLIO A ROMA, 600 PERSONE HANNO CHIESTO ATTENZIONE
L’AQUILA – Seicento persone provenienti dall’Aquila con autobus e auto private hanno partecipato stamani al Consiglio comunale straordinario del capoluogo abruzzese, che si è svolto a piazza Navona, a pochi passi dal Senato. A seguire parte dei lavori della seduta, durata dalle 10 alle 12.30 circa, si sono poi aggiunti passanti, turisti e operatori economici che hanno le loro attività nella zona, richiamati dall’iniziativa.
BENEDETTI: ”TRE PRIORITA VITALI”
Proroga della sospensione dei tributi, introduzione di una tassa di scopo e reale istituzione della zona franca sono stati gli argomenti in discussione. “Argomenti – ha ricordato il presidente dell’assemblea, Carlo Benedetti – che sono assolutamente vitali per consentire al capoluogo abruzzese e agli altri Comuni del ‘cratere’ del terremoto di aprile dello scorso anno di sopravvivere”.
Benedetti ha inoltre voluto ringraziare il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e la polizia municipale della Capitale “per aver dimostrato ancora una volta una straordinaria sensibilità nei confronti dell’Aquila. La polizia municipale – ha aggiunto – ha persino accompagnato gli autobus di amministratori e partecipanti al luogo sede del Consiglio, in tempi brevissimi”.
CIALENTE: ”TERZO TENTATIVO PER RIACCENDERE RIFLETTORI”
“Per la terza volta – ha affermato il sindaco, Massimo Cialente – tentiamo di riaccendere i riflettori sulla tragedia che ancora oggi, a più di un anno di distanza dal sisma, tiene prigioniera la nostra città. È importante che questo dramma non venga dimenticato. La manifestazione sulla proroga della sospensione delle tasse la scorsa settimana con ventimila partecipanti, l’incontro in città con i vertici delle maggiore testate giornalistiche nazionali di ieri, il Consiglio comunale di oggi. Tutti momenti per ricordare il disastro di macerie, economico e sociale che ancora si respira all’Aquila e nel territorio colpito dal terremoto”.
“Dopo la commovente solidarietà dei mesi immediatamente successivi al terremoto del 6 aprile 2009 – ha detto ancora Cialente – l’attenzione sul nostro problema è fortemente scemata. Il Presidente del Consiglio dei Ministri è venuto 26 volte all’Aquila e dintorni fino al tardo autunno dello scorso anno. Poi non più. Da novembre dello scorso anno le ordinanze che ci riguardavano sono andate avanti con una lentezza preoccupante, perché venivano regolarmente ‘tagliate’, nella parte economica, dal Ministero delle Finanze”.
“Fino ad arrivare – ha proseguito il sindaco – al passaggio di consegne di fine gennaio, quando il problema emergenza è stato consegnato alla nuova Struttura di gestione con risorse limitatissime, completamente insufficienti. Ora, i soldi tanto decantati per le zone colpite dal sisma, non arrivano proprio più. Persino la ricostruzione leggera, quella delle case classificate B e C, si sta fermando e non è più possibile liquidare le pratiche per gli edifici A, perché non ci vengono inviati fondi. Nonostante il Comune dell’Aquila sia riuscito, con uno sforzo non indifferente, a emettere centinaia di contributi definitivi al giorno per la ricostruzione leggera, fino a evadere quasi il 90 per cento delle richieste. Ciò a conferma che ci rendiamo perfettamente conto che la ricostruzione non è un problema della Protezione civile, ma spetta al Governo e agli Enti locali”.
”LE PROROGHE, UNO STILLICIDIO”
Cialente ha parlato anche dei pericoli gravissimi che si materializzerebbero qualora dal primo luglio terminasse il beneficio della sospensione dei tributi. “Le proroghe di sei mesi in sei mesi si sono dimostrate uno stillicidio, gettando nell’incertezza, se non addirittura nel panico, decine di migliaia di famiglie. Occorre una legge specifica che dia quelle sicurezze che oggi mancano per tanti nuclei, cui il sisma ha tolto affetti, casa e lavoro”.
LA REPLICA A PICCONE
“Le dichiarazioni del senatore Filippo Piccone sulla mia incapacità di gestire i fondi – ha concluso Cialente – dispiacciono per due ragioni. Primo perché il parlamentare non ha saputo cogliere i sentimenti dei sindaci su questo grave problema. E poi perché mente sapendo di mentire, in quanto lui sa benissimo che le cifre che snocciola con tanta disinvoltura in realtà non esistono. Oltremodo, Piccone, con un’affermazione del genere, rivolge un’accusa contro se stesso, perché siamo tutti sulla stessa barca”.
I CONSIGLIERI: ”BERLUSCONI TORNI ALL’AQUILA”
Un invito al Capo del Governo a tornare di nuovo all’Aquila è stato rivolto dai due consiglieri comunali che hanno preso la parola durante la seduta, Pierluigi Tancredi (Popolo della libertà) ed Enrico Perilli (Rifondazione comunista).
“L’Esecutivo – ha detto Tancredi – ha svolto un lavoro eccellente all’Aquila e nel ‘cratere’ e nessuno può togliergli questo merito. Proprio per questo è importante che il presidente Berlusconi torni nel nostro territorio, per dimostrare che lo Stato continua a essere presente in questa tragedia”.
“Con il presidente – ha aggiunto Perilli – vengano anche i parlamentari, ma per rendersi conto, come hanno fatto i principali giornalisti italiani, che la situazione è ancora rovinosa, e non per esibirsi sulle passerelle, come è accaduto troppo spesso in passato”.



