L’AQUILA – Un gruppo composto da circa 60 persone ha manifestato pacificamente questa mattina fuori dall’Emiciclo dell’Aquila contro la società Powercrop che è in procinto di realizzazione un impianto a biomasse a Borgo Incile (Avezzano).

Tra i manifestanti c’erano esponenti di Wwf, dell’associazione nazionale per la tutela del patrimonio italiano ”Italia nostra Onlus” e attivisti dell’associazione ambientalista “Fare verde”, nel comitato marsicano “No PowerCrop”.

La centrale, da 32 megawatt, secondo i progetti dovrebbe essere localizzata “nel cuore della conca del Fucino” e ogni anno brucerà 270 mila tonnellate di biomassa per produrre energia. Stando a quando afferma il corpo Forestale dello Stato, il problema nasce dal momento che”non ci sarebbe effettiva disponibilità di tutta questa biomassa”.

“Costruire una centrale del genere nel cuore della Marsica – denuncia il comitato marsicano ‘No PowerCrop’ – nel punto più basso di una piana circondata dai monti, dove tra l’altro già esistono importanti realtà industriali, è un’opera insostenibile da un punto di vista ambientale, economico e sanitario”.

“Le sostanze emesse nell’atmosfera, come acido cloridrico, ammoniaca, ossidi di azoto e zolfo, furani e monossido di carbonio, andranno ad accumularsi sui nostri prodotti agricoli e a disperdersi nell’aria”, affermano i membri del comitato, delusi dal fatto che la promessa della realizzazione di un impianto per la lavorazione dei prodotti agricoli si sia ora trasformata in una “centrale che brucia alberi, tempo, risorse ed energia”. (cr.al)