L’AQUILA – È un’estate rovente al Comune dell’Aquila per quanto riguarda problematiche e scenari legati al personale, in particolar modo per quello precario, in servizio presso l’ente.

Ferragosto è passato e non s’è vista traccia del bando per il “concorsone” per il reclutamento di 300 persone da assumere con contratto a tempo indeterminato: 128 al comune dell’Aquila, 72 negli altri centri del “cratere”, 100 presso il ministero delle Infrastrutture che li destinerà a Regione, Province e Uffici di coordinamento.

Era stato ribattezzato appunto “concorsone di Ferragosto” perché i criteri e le figure professionali da individuare sarebbero stati pubblicati a cavallo della festività estiva, si diceva il 14, ma così non è stato.

Un problema che suscita solo ulteriore preoccupazione nei 230 dipendenti assunti dopo il terremoto del 2009, alcuni dei quali a chiamata altri vincitori di concorso, con contratto in scadenza a fine anno: per un mero calcolo ragioneristico è evidente che non tutti riusciranno a rientrare nella prova concorsuale prevista nella cosiddetta “legge Barca” per la ricostruzione.

E ancora: le polemiche scatentate dai sindacati, che chiedono “niente sconti per staffisti e portaborse” e risposte chiare dallaAmministrazione che deve fare i conti anche con gli esuberi nelle municipalizzate, 150 in tutto, con decine di persone assunte con contratto interinale all’Asm che, senza una proroga, rimarranno a casa.

Esuberi preannunciati dall’onorevole leghista Giovanni Fava durante il dibattito in Commissione alla Camera per la legge Barca, emendamento al decreto crescita approvato dal governo: l’esponente del Carroccio riferì che la spesa per il personale aggregata, Comune più municipalizzate, superava di gran lunga il 50 per cento che rappresenta, appunto, il limite oltre il quale il Comune deve dichiarare gli esuberi.

Successivamente sarebbe stato necessario attivare la concertazione sindacale per percorrere le vie dettate dalla legge fra le quali la messa in mobilità e in disponibilità. Ma non del personale delle municipalizzate, al quale non si applicano le norme del decreto legislativo 165 del 2001 che agli articoli 33 e seguenti riporta le procedure da attivare in caso di esuberi.

Inoltre, come si possono fare concorsi e come si può assumere dentro piante organiche che hanno fatto registrare esuberi? Non si può, tanto che lo stesso ministro per la Coesione territoriale anticipò (come riportato da AbruzzoWeb) che ci si dovrà porre il problema di dove far confluire questo personale stabilizzato una volta terminata la ricostruzione, dal momento  non c’è spazio nei Comuni del “cratere”.

Tutte questioni aperte, alle quali l’amministrazione Cialente dovrà dare risposte e proporre soluzioni prima che la situazione, già incandescente, faccia esplodere quella che a tutti gli effetti sembra una polveriera che, oltre alle polemiche e alle accuse incrociate, “regalerà” alla città nuovi disoccupati.