L’AQUILA – Sono passati pochi giorni dal gesto estremo di Rocco Pollice, pochi giorni dal suo funerale in cui un’intera città si è ritrovata, per l’ennesima volta, stretta nel dolore e nell’incredulità.
Chi conosceva il dottor Pollice sa che era una persona che ha sempre messo gli altri davanti a sé, non risparmiandosi mai e pensando prima di tutto al bene collettivo, al bene, soprattutto, dei giovani di questa città.
Per questo motivo tutte le persone che gli erano vicine, chi lo ha conosciuto, tutti quelli lo hanno visto impegnarsi con tutto se stesso nel progetto Smile, il servizio di prevenzione e cura dei disturbi psichiatrici in età giovanile, non possono oggi non domandarsi che fine farà la sua più bella intuizione.
Il centro si è rivelato fondamentale all’indomani del terremoto. Il clima pervasivo di sofferenza psicologica ha portato a quadruplicare il numero di giovani che hanno usufruito dei servizi dell’unità operativa. L’importanza dello Smile è stata più volte sottolineata dalle ingenti donazioni di diverse associazioni che hanno permesso in tutti questi anni di ampliare e migliorare il servizio offerto.
La creatura di Pollice è diventata, con il passare degli anni, uno dei pilastri fondamentali per i giovani e per la città.
In questo momento ancora non è chiaro chi dirigerà l’unità operativa, né quali saranno i cambiamenti che verranno apportati alla struttura, ma una cosa è certa: il centro andrà avanti e continuerà ad occuparsi dei giovani aquilani.
“Devo ancora farmi un’idea su chi potrebbe essere il successore di Rocco Pollice alla guida del centro Smile. Confesso che non ho voluto occuparmene in questi giorni perché farlo subito sarebbe stato come archiviare rapidamente Rocco”, spiega ad AbruzzoWeb il direttore generale della Asl, Giancarlo Silveri.
Per Vittorio Sconci, “la cosa fondamentale è non disperdere lo sforzo fatto in questi anni per portare avanti il centro ed essere consapevoli che non c’è modo migliore di ricordare Pollice che quello di migliorare, ampliare e continuare a lavorare per quella che è stata una delle sue più grandi intuizioni”.
In questi giorni, la direzione è stata affidata, in modo temporaneo, a Rita Roncone. Anche per la lei “lo Smile è un’idea assistenziale talmente innovativa da essere un patrimonio per la città ed è fondamentale portarlo avanti per onorare la memoria di Pollice”.
Per sapere chi sarà a guidare il centro e come sarà riorganizzato ci vorrà ancora del tempo. Silveri, infatti, scendendo nel tecnico precisa che dovrà “verificare come stanno le cose, in particolare il numero di pazienti dello Smile. Ovviamente nessuno sarà abbandonato ma, a seconda di quanti sono, avremo diversi assetti organizzativi – ipotizza – Oggi è un’unità operativa semplice dipartimentale, se le dimensioni ci sono lo resterà, altrimenti potrebbe diventare un’attività che fa capo a un’unità operativa complessa”.
Una cosa ben chiara a tutti, invece, è l’importanza che lo Smile ha assunto per i giovani della città. Si dovrà portare avanti questo centro, non solo in memoria di chi lo ha creato, ma soprattutto perché, come diceva Pollice, “la ricostruzione dell’anima delle persone deve essere un passaggio preventivamente obbligato, quantomeno uguale al ripristino urbanistico della città”.



