L’AQUILA – Il progetto ci sarebbe ma il Ground zero della Casa dello studente in via XX Settembre all’Aquila resta impigiato nei labirinti burocratici.

A determinare lo stallo sembra sia la infruttuosa trattativa con l’Adsu per la ricollocazione dello studentato prima ospitato in via XX settembre.

In sostanza, spiega Il Messaggero, la Regione non sembra disposta a concedere il sito per il ground zero, senza la certezza che la Casa dello studente potrà essere ricostruita altrove.

La Giunta comunale approvò uno schema di protocollo da sottoscrivere con l’Adsu, per poter concludere una permuta: il Comune avrebbe dovuto cedere all’Adsu il centro polifunzionale realizzato dal Canada a ridosso di Medicina a Coppito e Casale Marinangeli, sempre a Coppito, al fine di ottenere in cambio il sito in cui sorgeva la Casa dello studente in via XX Settembre. Ma da allora questo percorso non è stato concluso.

L’unico atto deliberativo prodotto dal Comune è il sovvenzionamento di una pubblicazione di tutti i progetti che parteciparono al concorso di idee La Casa dello Studente tra Memoria e Futuro con una compartecipazione alle spese per 3 mila euro.

Oltre il concorso di idee bandito esattamente un anno fa dall’Università, Dipartimento di Ingegneria civile, edile architettura, ambientale, in collaborazione con il Comune, i comitati e le associazioni degli studenti universitari vittime del sisma, non si è quindi riusciti ad andare.

L’idea concorsuale prevede la riqualificazione e la valorizzazione dell’area in precedenza occupata dall’edificio e chiedeva ai partecipanti di riconfigurare il sito come luogo di commemorazione, ricordo e di scambio sociale e culturale.

A vincere è stato il progetto La duttilità è nella memoria del gruppo composto da Davide Massimo, Francesco Gabriele, Lorenzo Micarelli e Marco Paolucci.

Il tetto vegetale, che si estende fino a via XX Settembre, ricopre l’intero intervento richiamando la vitalità della natura. Nel progetto compaiono infine diversi elementi verticali, alcuni grandi e fuori scala posizionati esternamente, altri fitti come in una foresta nelle sale interne, l’insieme di questa scansione ha lo scopo di invitare il visitatore ad immergersi nell’edificio lasciandosi sorprendere da sensazioni contrastanti.

Come si legge nel commento della giuria il progetto “riesce a sintetizzare in modo efficace valori simbolici e nuove funzionalità restituendo all’area una reale fruibilità e capacità aggregativa e interpretando con originalità il senso del vuoto nella soluzione semi-ipogea”.