L’AQUILA – Il Consiglio comunale dell’Aquila salta per mancanza del numero legale e il sindaco, Massimo Cialente, va su tutte le furie.
Dopo la pausa pranzo, la seconda “conta” effettuata dal presidente dell’aula, Carlo Benedetti (Partito democratico), ha registrato la presenza di soli 14 componenti dell’assise, a fronte dei 16 necessari e la seduta è stata rinviata.
A quel punto il primo cittadino si è imbestialito e, fuori microfono, ha cominciato a inveire ad altissima voce contro gli assenti: sul banco degli accusati soprattutto gli esponenti dell’opposizione, che avevano chiesto la verifica del numero dopo l’esame della delibera riguardante il nuovo modello gestionale degli alloggi del progetto C.a.s.e. e dei Moduli abitativi provvisori, proposta dalla Giunta e illustrata prima della sospensione dall’assessore al Patrimonio Alfredo Moroni.
Qualche defezione, però, c’è stata anche tra le fila della maggioranza: la pattuglia dei medici del Partito democratico Giorgio Spacca, Antonello Bernardi e Antonella Santilli, i primi due impegnati per un convegno e la terza con l’attività d’ambulatorio, e Adriano Durante (Cattolici democratici) che ha avuto un malore ed è dovuto correre in ospedale per accertamenti.
A scatenare le ire del primo cittadino soprattutto la “figuraccia” rimediata con i tecnici delle Ferrovie dello Stato, presenti in aula per assistere alla discussione del punto successivo all’ordine del giorno, quello riguardante la convenzione tra il Comune, Rete ferroviaria italiana (Rfi), la Provincia e l’Anas inerente gli interventi di potenziamento della linea Sulmona-Terni e la soppressione dei passaggi a livello esistenti sulla tratta mediante la realizzazione di opere sostitutive.
Successivamente Benedetti ha diffuso l’elenco dei presenti e degli assenti, quasi tutti del centrodestra e delle liste civiche, che in una nota hanno attaccato: “dopo un’ora di attesa infruttuosa abbiamo deciso di abbandonare l’aula al fine di rendere pubblico l’evidente disinteresse ai lavori dell’assemblea” da parte della maggioranza.
Il Consiglio aveva iniziato i lavori con l’esame della pregiudiziale alla mozione di sfiducia presentata nei confronti del vice sindaco e assessore all’Ambiente, Roberto Riga, primo firmatario Vincenzo Vittorini, capogruppo della lista L’Aquila che vogliamo.
“L’istituto della sfiducia nei confronti di un singolo assessore – ha detto Benedetti, che ha sottoscritto il parere relativo alla validità del provvedimento – non è previsto dal Testo unico degli enti locali, né dal regolamento consiliare, trattandosi, nello specifico, di delega fiduciaria assegnata dal vertice dell’amministrazione. Anche qualora venisse approvata con il voto in aula, andrebbe a manifestare caratteri di palese debolezza dal punto di vista giuridico”.
La pregiudiziale è stata approvata con 16 voti favorevoli e 11 contrari, pertanto la discussione sulla mozione, prevista al successivo punto all’ordine del giorno, non ha avuto luogo.
Approvato dall’assemlea anche un ordine del giorno, presentato dai consiglieri Giuseppe Ludovici e Pierluigi Mancini (Api) sull’intitolazione del campo di atletica di piazza d’Armi a Isaia Di Cesare, uomo di sport scomparso di recente.
Per i restanti argomenti, tra cui anche il documento di candidatura dell’Aquila a capitale europea della cultura per il 2019 e la richiesta di modifica del piano provinciale di gestione rifiuti, tutto rimandato, probabilmente, al prossimo 27 giugno, quando inizierà anche la “maratona” per l’approvazione del bilancio di previsione. Pierluigi Biondi
PRESENTI
Massimo Cialente, Carlo Benedetti, Maurizio Capri (Pd), Giuliano Di Nicola (Idv), Ermanno Giorgi (Api), Sergio Ianni (Pd), Pierluigi Mancini (Api), Giustino Masciocco (Sel), Antonio Nardantonio (Psi), Gianni Padovani (Psi), Stefano Palumbo (Pd), Enrico Perilli (Prc), Salvatore Placidi (Cattolici Democratici) e Alì Salem (Pd).
ASSENTI
Vito Colonna (L’Aquila città aperta), Raffaele Daniele (Udc), Giorgio De Matteis (L’Aquila città aperta), Luigi D’Eramo (La Destra), Ettore Di Cesare (Appello per L’Aquila), Adriano Durante (Cattolici democratici), Daniele Ferella (Tutti per L’Aquila), Emanuele Imprudente (L’Aquila città aperta), Guido Liris (Pdl), Giuseppe Ludovici (Api), Angelo Mancini (L’Aquila oggi-Idv), Alessandro Piccinini (gruppo misto), Pierluigi Properzi (Domani L’Aquila), Antonella Santilli (Pd), Roberto Tinari (L’Aquila città aperta), Enrico Verini (Fli), Vincenzo Vittorini (L’Aquila che vogliamo). Antonello Bernardi e Giorgio Spacca (Pd) assenti giustificati.
LA NOTA DELL’OPPOSIZIONE
“I sottoscritti consiglieri di opposizione, dopo aver partecipato, per l’intera durata della seduta mattutina, alla riunione del Consiglio comunale, avendo constato che, all’orario previsto e stabilito per la ripresa dei lavori nel pomeriggio, alle 15.30, non era presente la maggior parte dei consiglieri dei gruppi di maggioranza, al fine di rendere pubblico l’evidente disinteresse degli stessi ai lavori dell’assemblea, hanno deciso, in segno di protesta, di abbandonare l’aula”.
Lo scrivono in una nota Verini, Piccinini, Imprudente, Ferella, Vittorini, Di Cesare, Daniele, Properzi e De Matteis.
“In questo modo si è voluto dimostrare alla città intera il deplorevole comportamento di chi ha la responsabilità di deliberare nell’interesse collettivo”, aggiungono.
“Per senso di responsabilità, e per non far spendere inutilmente denaro pubblico, si era infatti deciso di attendere ancora un’ora l’arrivo dei consiglieri di maggioranza. Alle 16.30, tuttavia – precisano – acclarato che, evidentemente, non vi era l’interesse, da parte di questi ultimi, a espletare quanto previsto dal loro stesso mandato, disapprovando tale condotta irresponsabile, si è deciso di abbandonare l’aula”.





