L’AQUILA – In un centro storico ancora abbandonato a se stesso, il coraggio e la voglia di andare avanti di due giovani aquilani, nonostante i numerosi e prevedibilissimi problemi incontrati.
Fabrizio Copersini, 26 anni, apre ad AbruzzoWeb le porte dello “Zenzero”, locale che, insieme al fratello Riccardo, 24, ha inaugurato nel dicembre del 2010 in quella via Garibaldi che era una delle arterie principali dell’Aquila pre-sisma, e che nel giro di pochissimo tempo è diventato uno dei punti di riferimento della movida del capoluogo.
“Abbiamo fatto molti sacrifici – spiega il giovane esercente – ma penso ne sia valsa la pena. Gestire un locale che desse modo di divertirsi e svagarsi a chi, come noi, ha deciso di rimanere in questa città ci ha dato una carica incredibile e oggi siamo molto soddisfatti, nonostante una gran serie di problemi burocratici”.
Ordinanze sì, ordinanze no, centro aperto, centro chiuso, puntellamenti sicuri, puntellamenti insicuri… “Un limbo”, secondo Copersini, in cui gli imprenditori vanno avanti giorno dopo giorno senza nessuna certezza per il domani.
E comunque la movida non basta: se non si riaprono gli uffici, il centro non potrà tornare a vivere, sospira il commerciante.
Cosa ti ha portato a entrare a far parte attivamente della movida notturna?
È sempre stato un sogno, vengo da un’esperienza in un altro locale del centro storico nel pre-terremoto che mi ha fatto amare questo tipo di attività e mi ha dato la possibilità di assaporare e apprezzare ogni singola sfumatura della vita notturna.
Com’è nata l’idea di trasformare parte del ristorante in via Garibaldi, già noto agli aquilani, nello “Zenzero”?
L’idea mi frullava in testa da tempo, poi insieme a mio fratello Riccardo abbiamo deciso di fare questo passo, facendo leva sul fatto che l’ambiente era spazioso e che quindi era possibile ottimizzare lo spazio ricavandone per metà il nostro locale.
Sei stato uno dei primi a riaprire dopo il sisma del 6 aprile 2009, avrai dovuto affrontare grandi sforzi e numerosi problemi, cosa ti ha motivato?
La voglia di andare avanti e di mettersi in gioco e il cercare di lasciarsi alle spalle ciò che era accaduto guardando al futuro. I maggiori problemi li abbiamo incontrati a livello burocratico e, a tutt’oggi, continuiamo a “combattere” con le varie ordinanze che si susseguono a intervalli più o meno regolari. Viviamo nell’incertezza, un giorno è tutto tranquillo e il giorno dopo il centro è chiuso, come dopo la nevicata del 2 febbraio, quando hanno detto che le impalcature e i puntellamenti non erano sicuri. Mi domando, prima di dare la possibilità ad alcuni esercizi di riaprire, non se n’era a conoscenza? È come se fossimo in un limbo, che ovviamente ci porta a vivere giorno per giorno, senza alcuna certezza e sicurezza.
Seconde te è cambiato qualcosa nel modo di divertirsi dei giovani aquilani?
Quello che più si è trasformato è il consumo di alcol che è cresciuto moltissimo, soprattutto nei ragazzi più piccoli, tant’è che abbiamo dovuto aumentare in maniera esponenziale i controlli sull’età, e non è sempre facilissimo.
I numerosi episodi di violenza nel centro hanno fatto molto discutere, che idea ti sei fatto e in che modo tuteli il tuo locale?
Per fortuna all’interno dello “Zenzero” non abbiamo mai avuto problemi, anche perché, come nella maggior parte delle attività di questo tipo, abbiamo un servizio di sicurezza che ci garantisce il sereno andamento delle serate. La maggior parte della gente pensa che la violenza di quest’ultimo periodo sia dovuta all’apertura di molti locali nell’estensione di un piccolo raggio, ma secondo me l’unico modo per prevenire queste situazioni sarebbe creare presìdi delle forze dell’ordine in alcuni punti strategici del centro: non serve solamente fare posti di blocco per l’alcool test se poi in giro vige l’anarchia!
Pensi che l’apertura di così tanti locali possa realmente costituire un passo per la rinascita del centro storico di questa città?
È solo il primo passo, il problema è che dovrebbe essere affiancata dall’apertura di esercizi commerciali e bisognerebbe cercare di riportare nei palazzi agibili enti e uffici, che possano garantire un minimo di vita in centro anche durante le diverse ore del giorno. Per esempio, noi siamo aperti anche la mattina e il pomeriggio, ma sono poche le persone che girano: la situazione a volte è abbastanza deprimente,anche se noi non ci facciamo scoraggiare!
Hai già pensato a come affronterai la situazione una volta partita la ricostruzione?
L’edificio dove si trova il nostro locale è stato classificato “A” quindi abbiamo un’agibilità totale e non parziale. Certo, ci potrebbero essere problemi quando inizieranno i lavori nei palazzi vicini, ma è tutto talmente incerto che evito di fasciarmi prima la testa e, come accennavo prima, mi vivo questa situazione giorno per giorno.
Si avvicina la bella stagione, in che modo volete stupire gli aquilani?
L’estate scorsa avevamo cercato di ottenere il permesso di sfruttare la zona davanti al locale per poter mettere qualche tavolino e un bancone, ma ci è stato negato. Quest’anno ci riproveremo, anche perché vogliamo cercare di cavalcare l’onda dell’estate e delle ormai note “Via Crucis” degli aquilani!



