L’AQUILA – “Dall’ultimo festival della maldicenza sono passati due anni. Dopo il terremoto ci eravamo un po’ dispersi, ma ora siamo tornati”.

Comincia così Tommaso Ceddia, presidente dell’associazione culturale Confraternita dei Devoti di Sant’Agnese, nell’annunciare il ritorno delle manifestazioni culturali legate al culto tutto aquilano della santa, patrona laica della maldicenza e delle malelingue, una festività unica in Italia che si celebra il 21 gennaio con riunioni delle più disparate congreghe in tutti i ristoranti cittadini.

E sabato prossimo i Devoti potranno festeggiare in pompa magna l’ottavo festival della maldicenza, il primo dopo il terremoto del 6 aprile 2009, con una novità importante: la presenza in giuria dei Vigili del fuoco come ringraziamento per quanto fatto per L’Aquila negli ultimi due anni e mezzo.

“L’evento non si organizza mai vicino al 21 gennaio – premette Ceddia – perché il 21 c’è la festa privata di ogni confraternita. Proprio per questo, la manifestazione quest’anno la faremo il 7 e l’8 gennaio”.

La due giorni inizierà sabato 7 alle 16, presso il ridotto del Teatro comunale, con una commedia di Franco Narducci intitolata Ve vojo raccondà, quadretti di vita aquilana daju Cinquanda a mo’, che narra l’evoluzioni della vita quotidiana delle famiglie del capoluogo abruzzese.

L’8, invece, ci sarà il concorso per la nomina dell’Agnesino 2012: l’ambita carica sarà scelta tra tutti i componenti di tutte le confraternite, la persona che saprà fare la critica più mordace con il suo componimento sarà premiata con una targa. Nella stessa serata sarà premiata la congrega dell’Agnesino, che si aggiudicherà e potrà tenere per un anno il Palio di Sant’Agnese.

“Ogni persona candidata al titolo di Agnesino – spiega Ceddia – ha presentato un lavoro in dialetto o lingua, prosa o poesia e nei giorni scorsi tutte le opere sono state sottoposte a una commissione che le ha valutate e ne ha scelte dieci. La commissione è capeggiata da Walter Capezzali più altri cinque membri, tra i quali il regista Narducci, che ha tenuto conto del valore dell’opera e della teatralità perché tutte le dieci opere saranno rappresentate al Teatro comunale”.

“Gli spettacoli andranno in scena l’8 gennaio – continua il presidente dei Devoti – e saranno giudicati da due commissioni. La prima, composta da un rappresentate per ogni associazione culturale della città, tra le molte c’è l’associazione Teatro L’Uovo e la società aquilana dei concerti Barattelli, terrà in conto il valore tecnico e artistico della messa in scena. La seconda, invece, è costituita dai Vigili del fuoco dell’Aquila, in segno di gratitudine per il contributo dato all’Aquila dopo il sisma del 6 aprile 2009”.

Ogni anno la seconda commissione è rappresentata sempre da enti operanti all’Aquila, nel 2009 era composta dal Cral del Comune.

“Si sommeranno le votazioni di entrambe le commissioni – prosegue ancora Ceddia – e il vincitore sarà l’Agnesino 2012 mentre la confraternita vincitrice avrà l’onore di detenere il labaro di Sant’Agnese per un anno”.

“Nel 2009 – ricorda Ceddia – l’ha vinto il bar Gran Sasso che, a causa della sciagura che ha colpito il capoluogo, l’ha detenuto per ben tre anni”. Troppi, secondo i molti maldicenti aquilani che non vedono l’ora di giocarsi di nuovo il titolo.

La kermesse agnesina si concluderà la sera dell’8 gennaio a piazza Palazzo, di fronte al palazzo comunale, dove il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, offrirà a tutta la cittadinanza il vin brulè, insieme alle donne devote della Santa che prepareranno i dolcetti tipici dell’evento. Il tutto sarà accompagnato dalle musiche della Jazz band di Dante Sorrentino.

Un succoso antipasto in attesa della competizione più tradizionale, quella che va avanti da decenni e che ha visto la nascita di oltre 300 congreghe (secondo un censimento di prima del sisma) di amici, colleghi o gruppi che, il 21, a colpi di “lencuate”, linguate, ossia di maldicenze, si contenderanno le cariche delle goliardiche elezioni di Sant’Agnese.