L’AQUILA – Il Consiglio comunale dell’Aquila è già una polveriera, un campo minato da affrontare con indosso elmetto e protezioni, per pararsi da colpi e bordate che potrebbero partire ora da un lato ora dall’altro dell’assise civica.
Partiamo dal Consiglio. La proclamazione degli eletti è stata effettuata ma l’ombra dei possibili ricorsi al Tar di Angelo Mancini dell’Idv ed Enrico Verini di Fli e dell’Udeur rischia di mettere nuovamente in discussione l’assetto dell’assemblea.
Se il ricorso alla magistratura amministrativa è un’ipotesi, nel centrosinistra già si sono aperte le danze, con l’Api che ha dato il via ai giri di valzer, rivendicando maggiore attenzione da parte del sindaco nella composizione della nuova Giunta comunale e minacciando, addirittura, l’appoggio esterno qualora non venisse accontentata.
Massimo Cialente, che sta freneticamente ripassando il manuale Cencelli per cercare di accontentare tutte le pretese rivendicate degli alleati, sembra un pokerista con poche fiches da giocare al tavolo verde delle trattative e con ridottissimi margini di manovra, soprattutto se nella complessa partita che ci si appresta a giocare tutti dovessero iniziare ad ‘alzare la posta’ e a rilanciare per non vedersi scavalcati negli equilibri di una maggioranza già in fibrillazione ancor prima di mettersi a lavoro.
Quando era ancora a caccia della riconferma, il primo cittadino chiedeva a squarciagola “un voto utile” per poter vincere al primo turno e mettersi al lavoro da subito, senza dover attendere i ballottaggio. Il secondo turno, però, c’è stato ed è già passata una settimana e della presentazione della nuova Giunta non vi è traccia all’orizzonte.
Se Sparta piange, però, Atene non ride.
Ieri c’è stata la prima conferenza stampa delle opposizioni. Almeno di una parte di queste, con Giorgio De Matteis a guidare lo schieramento di fedeli e fedelissimi che lo hanno accompagnato nell’avventura della corsa a sindaco.
Esponenti dell’Udc, dell’Mpa, dell’Udeur, e delle altre liste che l’hanno sostenuto alle amministrative. Tutti presenti, insomma, meno alcune parti che comunque fanno parte della minoranza. È spiccata, per esempio, l’assenza del consigliere Pdl Guido Liris che ha candidamente ammesso “di non essere stato contattato” per la conferenza stampa, da cui ha già preso le distanze.
“È stata proposta l’istituzione di una commissione ricostruzione con la presidenza assegnata all’opposizione. A mio avviso, invece, come accade in Regione e in Provincia, la presidenza dovrebbe andare alla maggioranza – spiega l’assessore provinciale – L’opposizione deve ragionare su programmi e idee condivise, non chiedere strapuntini. Perché si chiede con forza la fine del commissariamento? Per mettere Cialente e la sua maggioranza di fronte alle proprie responsabilità. E l’opposizione che fa? Chiede una poltrona? Non sono d’accordo”.
Sui banchi dell’opposizione siederanno anche i cosiddetti “civici”, Vincenzo Vittorini (Lcv) ed Ettore Di Cesare (Apl).
“Sin dall’inizio – ha detto Di Cesare – ho sottolineato che la mia sarà un’opposizione indipendente, voterò secondo coscienza negli interessi della città. Ciò vuol dire che potremo essere d’accordo con la maggioranza se farà proposte sensate o con l’opposizione, oppure manterremo una posizione terza”.
Il quadro, insomma, è frammentato e senza una riforma del regolamento il rischio è che in Consiglio comunale si arrivi ad avere una miriade di monogruppi come nella scorsa consigliatura, con una maggioranza che rischia di balbettare a ogni cambio d’umore di una delle sue componenti, e un’opposizione divisa in rivoli e fatta di tanti battitori liberi incapaci, come accaduto solo qualche mese fa, di mettere in piedi una mozione di sfiducia per mancanza di volontà, più che di numeri.
La sensazione è le belle parole ascoltate in campagna elettorale tipo “gli interessi degli aquilani prima di tutto” siano già finite nel dimenticatoio, surclassate da guerre e rendite di posizione che rischiano di affossare definitivamente una città ancora ripiegata su se stessa.
MPA ATTACCA CIALENTE MA ANCHE IL PDL
“Un organismo inutile. Così il Sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha sostanzialmente ‘bollato’ la richiesta di Giorgio De Matteis che ieri, unitamente a tutte le liste che lo hanno sostenuto nelle recenti elezioni, aveva parlato della necessità di istituire una Commissione consiliare per la ricostruzione. Un luogo di incontro che esamini con trasparenza e proficuamente le problematiche riguardanti questa delicata materia e che formuli proposte concrete e proficue per i cittadini”.
Ad affermarlo è il consigliere comunale dell’Mpa, Emanuele Imprudente.
“Ma lo spirito che ha animato questa proposta non ha trovato d’accordo il Primo Cittadino, che evidentemente ritiene di dover continuare a gestire la ricostruzione con un Piano che non c’è – esiste al momento una mera adozione di tale strumento, che serve poco o nulla – e attraverso operazioni di cui il Consiglio comunale non deve essere posto a conoscenza. Se non votare dei documenti a scatola chiusa, che rappresentano la parte terminale di un percorso di cui è bene, per il Sindaco e l’Amministrazione attiva, che se ne sappia il meno possibile.
A Cialente e ai suoi interessa solo chiedere nuovo personale (per fare cosa, non si sa), ottenere deroghe per aumentare gli assessori e per ricostituire la figura del direttore generale, in barba alle operazioni che la normativa e la “spending review” del Governo hanno messo in atto per contenere la spesa pubblica. E, al momento, l’unico elemento di attenzione del Sindaco riguarda la mera spartizione dei posti di potere, per una maggioranza che lo sta già mettendo sotto torchio”.
“In questo senso, la maggioranza può contare su un alleato prezioso. Quel Pdl che ha deciso irresponsabilmente di frantumare il centro destra in vista delle elezioni comunali e che ha, di fatto, agevolato il centro sinistra. Le perplessità espresse dal Pdl sulla Commissione proposta da De Matteis sono la chiara conferma di come ciò che resta di questo partito all’Aquila sia, per ora, una sorta di stampella all’amministrazione Cialente. Noi non ci arrendiamo e, poiché ci interessa esclusivamente il bene e la rinascita dell’Aquila, perseguiremo in tutte le forme possibili i nostri progetti. Auspicando che il buon senso della politica possa sostenere la nostra battaglia di trasparenza e di efficacia per i cittadini”.
“CHE DIO CE LA MANDI BUONA”
“A pochi giorni dall’elezione ottenuta grazie al consenso del 30% degli aquilani, la maggioranza di sinistra ripropone lo squallido teatrino che ha ingessato la città per 5 anni. Il Sindaco Cialente, ostaggio dei Partiti che lo sostengono, nonostante il manuale Cencelli alla mano, non riesce a sedare gli appetiti di coloro che vedono nella sua rielezione, non la possibilità di ricostruire la città, ma la squallida opportunità di esaudire esigenze di parte”.
Lo scrive Giuliana Vespa della fondazione, “Città nuove”.
“Capiamo la contrarietà di un Sindaco, neoeletto e già pericolante, a costituire una specifica Commissione per la Ricostruzione visto che, nonostante l’incredibile aumento di assessori, non riesce ancora a mettere in piedi una Giunta”.
“Se questi sono i presupposti: … che Dio ce la mandi buona !!!”.






