L’AQUILA – “Ci sono diversi elementi di criticità ma nel settore della riabilitazione stiamo facendo tanti sforzi”.
Il primario del reporto di Medicina riabilitativa dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, Giorgio Spacca, condivide gran parte delle circostanze riportate nell’articolo di AbruzzoWeb sui problemi che si verificano giornalmente per i pazienti che hanno bisogno delle prestazioni di fisioterapia, ma precisa che “quando i privati esauriscono il budget assegnato dalla Asl, cosa che capita di solito in estate, la gente si riversa all’ospedale e le richieste diventano soverchianti così da rendere impossibile il loro soddisfacimento integrale”.
“Il dato sulla carenza di personale è vero – sottolinea Spacca – solo negli ultimi tempi almeno una decina di terapisti sono andati in pensione e non c’è possibilità di reintegrarli perché i concorsi sono bloccati a causa dei paletti rigidi che il piano di rientro dai debiti della sanità impone alle Asl”.
Le notizie che circolano, però, è che in altri ospedali della provincia dell’Aquila gli addetti siano molto più numerosi rispetto al capoluogo. Spacca non conferma, ma ammette: “Nel nuovo atto aziendale si dovrebbero ripartire le risorse umane presenti nella Asl provinciale secondo le esigenze reali del territorio”.
Spacca spiega anche i risultati raggiunti negli ultimi tre anni, nonostante i gravi disagi provocati dal terremoto: “siamo riusciti ad attivare 20 posti letto di riabilitazione intensiva (anche se ne sono operativi 18 per carenza di spazi, ndr) a cavallo del sisma e abbiamo istituito i centri di Collemaggio e Pizzoli, dove vengono erogate prestazioni per patologie complesse che prima erano di pertinenza esclusiva dei privati convenzionati”.
“Ma la vera questione – spiega il primario, invocando controlli più serrati sul settore – è quella che vado sollevando da più di venti anni, inutilmente, in questa regione, vale a dire la valutazione obiettiva del fabbisogno di prestazioni in relazione alle vere necessità, stabilendo il giusto rapporto fra esigenze riabilitative e possibilità di erogarle”.
“Un’altra questione spinosa – prosegue – è rappresentata dalla enorme domanda di fisiokinesiterapia effettuata, a volte, senza tener conto di ciò che i livelli essenziali di assistenza hanno dovuto di recente escludere per carenza di dati scientifici di supporto”.
“La medicina riabilitativa al San Salvatore – conclude Spacca – va certamente potenziata, in questo senso c’è interesse da parte della dirigenza dell’Azienda ma l’ampliamento dell’offerta deve andare di pari passo con la consapevolezza che serve una scala di priorità, in base alla quale stabilire con precisione quali tipologie di pazienti possano aver accesso alle cure ambulatoriali del pubblico o delle strutture accreditate e quali, invece, debbano provvedere autonomamente”.






