L’AQUILA – Botta e risposta al vetriolo tra Giorgio De Matteis, candidato sindaco del progetto “L’Aquila città aperta”, e l’assessore comunale alla Ricostruzione Pietro Di Stefano sul piano di ricostruzione dei centri storici.

Nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta questa mattina, Gdm ha definito l’amministrazione “cialtrona” perché colpevole di aver redatto, a suo dire, un piano di ricostruzione “vuoto” e approvato senza alcun tipo di consultazione.

Pronta la replica dell’assessore Di Stefano: “De Matteis, in preda a una crisi di nervi alla notizia che il Comune procederà alla ricostruzione anche senza l’intesa sul Piano, abbandona il frasario perbenista per ritornare a quello più arrogante e logoro che i più gli riconoscono”.

Nello scontro è intervenuto anche Pierluigi Properzi, candidato sindaco di Domani L’Aquila e del Popolo della libertà, che in una nota scrive: “non si capisce cosa può venir di buono da una lite continua priva di proposte”.

DE MATTEIS: “AMMINISTRAZIONE CIALTRONA, AQUILANI PRESI IN GIRO”

“Siamo di fronte alla follia di un’amministrazione cialtrona che continua a prendere in giro gli aquilani su un piano di ricostruzione vuoto, che non esiste”.

Giorgio De Matteis, candidato sindaco del progetto L’Aquila città aperta, spara a zero sull’attuale primo cittadino e suo sfidante nella competizione elettorale di maggio, Massimo Cialente, e su tutta l’amministrazione, colpevole di aver redatto, a suo dire, un piano di ricostruzione privo di “una visione strategica della città che non ne rimette insieme il tessuto territoriale”.

Per De Matteis, dopo aver perso inutilmente tre anni sostenendo che il piano di ricostruzione non serviva, il sindaco uscente ha deciso di produrne uno in tutta fretta prima dello scioglimento del Consiglio comunale, senza avviare alcun tipo di consultazione e senza tener conto delle osservazioni degli ordini professionali.

A tal proposito ha mostrato, durante la conferenza stampa che si è tenuta questa mattina, la nota inviata lo scorso 16 marzo dall’ordine degli architetti in cui sostanzialmente il piano viene bocciato.

“Nel documento – ha spiegato – si dice che la tempistica con cui è stato elaborato, non ha giovato alla qualità del piano e che questo sostanzialmente sancisce il ‘tutto com’era’, senza un nuovo disegno della città. L’amministrazione non ha tenuto conto di queste osservazioni. Se il progetto, costato ben 1,4 milioni di euro in consulenze agli esperti, fosse adeguato, inoltre, perché si dovrebbe partire a fine 2013, come ha detto Cialente?”.

Riguardo quanto dichiarato dall’assessore comunale alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, ovvero che anche senza l’Intesa sul piano del commissario andranno avanti ugualmente, Gdm ha detto: “L’intesa non si può dare a un piano che non c’è!”.

Carte alla mano, ha poi ricordato quanto stabilito nel documento del giugno del 2011 del ministero dell’Economia, firmato dallo stesso sindaco uscente, nel quale si mettevano subirdinava aall’approvazione del piano la concessione di risorse aggiuntive per il rilancio delle attività produttive : “l’amministrazione ha perso questi soldi, centinaia di milioni di euro, perché il piano è stato presentato quando la finanziaria era già stata fatta”.

“Noi stiamo riprendendo in mano questo piano – ha concluso – lo modificheremo alla luce delle osservazioni fatte. La nostra soluzione è: meno soldi alla filiera, più soldi al Comune, che mandi anche personale nei cantieri per la verifica della qualità dei lavori. È ora che il sindaco uscente e i suoi sodali se ne vadano a casa”.

Nel video, l’intervista a Giorgio De Matteis

LA NOTA DELL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI E IL DOCUMENTO DEL MEF

ASSESSORE DI STEFANO: “DE MATTEIS ARROGANTE”

“De Matteis, in preda a una crisi di nervi alla notizia che il Comune procederà alla ricostruzione anche senza l’intesa sul Piano, abbandona il frasario perbenista per ritornare a quello più arrogante e logoro che i più gli riconoscono”.

Ad affermarlo è l’assessore alla Ricostruzione, Pietro Di Stefano, che replica a Giorgio De Matteis, candidato sindaco di “L’Aquila città aperta”, che nel corso di una conferenza stampa ha duramente attaccato l’amministrazione comunale, definendola “cialtrona”.

“Chi ha già beffato L’Aquila con l’illusione della zona franca urbana, vorrebbe ancora continuare con il piano di ricostruzione di cui, purtroppo, nulla conosce e nulla studia – ha aggiunto l’assessore – Se avesse avuto a cuore il destino di questa città, si sarebbe da subito battuto contro una pastoia burocratica e romanocentrica in salsa teramana e a favore dell’attuazione degli interventi diretti in centro storico; se si fosse sentito aquilano si sarebbe schierato a fianco del sindaco che invocava celerità, risorse e procedure snelle. Da vice presidente vicario Consiglio regionale avrebbe potuto fare anche di più, forse una leggina sulla ricostruzione che modificasse le norme della legge urbanistica regionale, dando certezza di procedure e strumenti d’azione”.

“Tutto ciò non è accaduto e allora meglio abbandonarsi al solito frasario che ottunde gli animi e che non fa vedere che la città storica non ha bisogno di trasformazioni, ma solo di interventi. Il piano di ricostruzione del Comune è uno strumento ampio e articolato, in azioni immediate e future, ben distinte fra di loro e che superano anche le osservazioni rese nella fase di pubblicazione da parte dell’Ordine degli architetti.; Ordine che sin dal 30 gennaio 2012 ha positivamente valutato il piano che, anticipatamente, gli era stato partecipato”.

“Avremmo avuto piacere di incontrare il candidato De Matteis nelle molteplici sedute pubbliche di illustrazione del piano per un confronto sui temi in esso riportati: purtroppo è stato assente, come in tutta la lunga fase che va dall’immediato terremoto alla sua candidatura. In quanto ai maggiori fondi, sanciti in un documento del Ministero dell’Economia e delle Finanze, racconta la solita panzana; quel documento riportava banali “linee interpretative” dell’articolo 14 comma 5 bis del DL39/2009 da suggellarsi ‘con il ricorso ad un decreto del commissario delegato a integrazione del decreto commissariale 3 del 2010’, fatto mai adempiuto da parte di Chiodi”.

“Sorprende, ma non troppo, che Giorgio De Matteis resti l’unico candidato sindaco a difendere la struttura tecnica di missione, la filiera e il commissario Chiodi, del quale peraltro è diretta investitura.”.

IL PLACET DEGLI ARCHITETTI AL PIANO DI RICOSTRUZIONE

PROPERZI: “NIENTE DI BUONO DA UNA LITE CONTINUA”

“La serie della Storia infinita continua, cambia qualche personaggio: De Matteis al posto di Fontana, Cialente sempre lui, ma non si capisce chi sono i buoni e chi i cattivi. Soprattutto non si capisce cosa può venir di buono da una lite continua priva di proposte. Io dico di pensare all’Aquila domani, di confrontarsi su questo”.

Lo dice Pierluigi Properzi, candidato sindaco di Domani L’Aquila e del Popolo della libertà, in riferimento alle dichiarazioni odierne in tema di ricostruzione.