L’AQUILA – “Da qui non mi muovo. Voglio parlare con il sindaco Massimo Cialente, voglio sapere che fine hanno fatto i documenti, altrimenti mi ripresenterò con tutti gli altri condòmini, una quarantina in tutto. Credo che debba essere chiamata in causa anche la magistratura”.
Ha perso la calma la cittadina aquilana Elisabetta Mastracci, che si è piazzata oggi negli uffici del Comune dell’Aquila a Villa Gioia in segno di protesta per l’improvvisa sparizione del computo metrico dell’abitazione terremotata da ricostruire dalla pratica, protocollata il 12 aprile, abitazione che fa parte di un condominio di 17 appartamenti nel quartiere Torrione.
Oltre al computo metrico, dagli uffici tecnici del Comune dell’Aquila è sparito anche il documento che riguarda il conto corrente vincolato della banca Carispaq sul quale vanno a finire i contributi per la ricostruzione.

“Il 22 maggio scorso era tutto pronto – racconta la cittadina – finalmente la ricostruzione della mia abitazione stava per essere finanziata, ma a distanza di qualche giorno scopro che sono scomparsi documenti fondamentali e che, oltre al danno pure la beffa, visto che l’iter procedurale di sblocco e stanziamento dei fondi è nel frattempo cambiato, bisogna ricominciare tutto dall’inizio. La mia risposta è molto semplice: non mi muovo da qui. Farò anche richiesta di accesso agli atti, è giusto che la magistratura vada fino in fondo. Qualcuno dovrà chiarire cosa è successo negli uffici tecnici”.
“Dopo tre anni di burocrazia pesantissima – lamenta – è allucinante ricominciare dall’inizio. Se questa situazione non si sblocca immediatamente, io resto a dormire negli uffici comunali. E porterò con me, per occuparli meglio, anche gli altri condòmini, tra i quali ci sono malati e anziani”.
Da quanto si è appreso, il personale presente le ha fatto bisogno che non c’era bisogno di “barricarsi” ma appena finita una riunione del sindaco sarebbe stata ricevuta e così è accaduto.



