L’AQUILA – Il Consiglio comunale dell’Aquila ha approvato a maggioranza (16 sì e 6 astenuti) la delibera relativa all’acquisizione al patrimonio del terreno su cui insistono i moduli abitativi provvisori (Map) della frazione di Onna che così diventano di proprietà del Comune dell’Aquila.

Con l’ok al provvedimento presentato e illustrato in aula dall’assessore con delega al Patrimonio Alfredo Moroni, l’amministrazione dovrà corrispondere la somma di 700 mila euro alla famiglia Pica Alfieri, che era proprietaria delle particelle.

Al provvedimento hanno votato contro Forza Italia, Udc e Ncd, mentre gli altrri consiglieri di opposizione sono usciti dall’aula.

LIRIS: “700 MILA EURO A UN PRIVATO CON MODALITA’ DIVERSE DA ALTRI”

“È una vicenda nebulosa che documenta l’approssimazione e l’inadeguatezza amministrativa della Giunta Cialente nella trattazione di un argomento che sembrerebbe gestito da un’amministrazione che tutela di più il privato che gli interessi della collettività”, ha commentato Guido Liris, capogruppo forzista.

“Il Comune è arrivato a pagare 700 mila euro per i terreni con due elementi poco edificanti: il costo e le modalità diverse da tutte le altre prese in possesso caratterizzate da espropri”, conclude.

IL VILLAGGIO

Realizzato a seguito del sisma del 6 aprile 2009 sulla base di una convenzione tra la Croce rossa italiana, la Provincia autonoma di Trento e l’allora commissario delegato alla Ricostruzione, il complesso comprende 92 moduli abitativi provvisori e sorge su un terreno, messo a suo tempo a disposizione dai Pica Alfieri in comodato gratuito, dell’estensione di circa 47mila metri quadri.

Alla scadenza del comodato, nel maggio 2012, il Comune ha formulato un’offerta per l’acquisizione dei terreni e per la relativa indennità di occupazione che non ha portato, tuttavia, al raggiungimento di un accordo.

Dal momento che, allo stato attuale, “non si è ancora realizzata la ricostruzione dell’abitato di Onna – come recita la delibera – e considerata la rilevanza dei danni subiti, non si è ancora in grado di stabilire tempi certi per il rientro della popolazione nelle proprie abitazioni, sussiste la necessità di permanenza di quest’ultima nei moduli abitativi provvisori”.

Il testo deliberativo si sofferma anche sulle clausole del contratto di comodato del terreno, che prevede, al termine dell’occupazione, che l’area dovrà risultare “del tutto ripristinata nella sua normalità”.

Nello specifico, dunque, dovranno essere rimosse non solo le abitazioni temporanee, ma anche tutte le opere di urbanizzazione, quali strade, parcheggi, illuminazione e sottoservizi.

“È evidente – si legge ancora nel testo deliberativo – che tale ipotesi non è assolutamente percorribile, sia per gli alti costi di demolizione e ricostruzione, sia per i disagi che si arrecherebbero alla comunità. Stante la situazione occorre procedere pertanto all’acquisizione del complesso al patrimonio del Comune dell’Aquila, previo riconoscimento al proprietario dell’indennizzo, calcolato ai sensi di legge e determinato dall’Ufficio provinciale dell’Agenzia del Territorio”.

Tale indennizzo è fissato in circa 716 mila euro, somma che sarà trasferita, a titolo di deposito, al ministero dell’Economia e delle Finanze – Ragioneria territoriale dello Stato dell’Aquila.