L’AQUILA – Dopo il terremoto del 6 aprile 2009 aveva deciso di lasciare quel bar. Troppi ricordi impregnati di dolore, legati al fratello scomparso quella tragica notte.

Insieme, Giacomo e Flavio Pace nel 1987 avevano aperto l’attività, il bar “Cin Cin” in zona Campo di Pile. Un lavoro intenso e quotidiano, fianco a fianco, fino alla notte in cui il sisma ha portato via Flavio, 46 anni, che dormiva al civico 79 di via XX settembre: il condominio è crollato portando via anche il figlio Ezio, 17 anni, giovane promessa del tennis, e la moglie Loredana Bernardi, 44 anni, che quando poteva dava una mano al bar.

Dopo la tragedia, il bar è stato dato in gestione. Ma a dicembre dello scorso anno Giacomo, che ha 52 anni, ha deciso di riprenderlo e tornare a servire caffè e cappuccini.

Con ritrovato sorriso, il segreto del successo del bar. “I nostri clienti sono stati molto contenti di rivederci dietro il bancone. Quando le cose si fanno con amore, la gente non scappa ma viene da te”, spiega Giacomo ad AbruzzoWeb.

“Sappiamo come far funzionare al meglio l’attività, attraverso cortesia, accortezza e qualità – prosegue –  Il lavoro è sempre andato bene, anche ora è così”.

Una realtà che funziona nella quale lavorano cinque dipendenti oltre lui, la moglie, il figlio e sua madre.

A portare una ventata di ottimismo e positività, anche la recente vincita al Lotto da 68.250 euro con una giocata da 18 euro.

“Lo abbiamo letto come un segnale positivo dopo la tragedia – racconta – È il riconoscimento a un’attività aperta con coraggio, quando in questa zona c’era solo la motorizzazione. Ci abbiamo creduto e ci siamo ingranditi, mettendo anche in tabacchi, i giornali, il lotto e i gratta e vinci”.

Un sogno che si è realizzato e che continua, nonostante il dolore. Con la forza del ricordo di chi non c’è più.