L’AQUILA – I negozianti del centro dell’Aquila possono finalmente riaprire, ma il problema grave adesso è la crisi economica.
Confermata la revoca dell’ordinanza di chiusura della parte stretta di corso Vittorio Emanuele, dopo le polemiche per la chiusura a ‘singhiozzo’ di mercoledì che ha permesso l’apertura solo ad alcuni, la situazione è tornata alla normalità anche grazie all’interesse di una delle figure più conosciute del commercio aquilano, Corrado Fogola, titolare, insieme a sua moglie Roberta Melchiorre, dei negozi di biancheria intima Tezenis in corso Vittorio Emanuele e presso il centro commerciale L’Aquilone.
“Ieri mattina sono stato in Comune con altri commercianti – spiega Fogola, titolare in passato, sempre insieme a sua moglie, della storica cartoleria Gramma – per andare a fondo sulla questione ‘chiusura a singhiozzo’, dal momento che, secondo una prima ordinanza, non tutti i negozi avrebbero dovuto chiudere nei giorni scorsi. Il sindaco non era presente, ma il consigliere Gino Di Carlo è riuscito a contattarlo telefonicamente. Abbiamo avuto conferma della riapertura, anche se sulla pagina online del Comune compariva ancora il vecchio comunicato dell’ordinanza di riapertura di un altro tratto del centro storico, chiuso a seguito delle eccezionali nevicate dei giorni scorsi e del conseguente rischio per la pubblica incolumità”.
“La questione era poco chiara – continua il commerciante – perché il problema delle infiltrazioni d’acqua, come rilevato dai controlli, vale per tutti i negozi; se, invece, il problema è la neve accumulata sulle impalcature, il discorso è diverso. A tal proposito, comunque, sono stati effettuati altri controlli da parte del comitato tecnico ristretto che ha dichiarato la sicurezza dei palazzi e delle strade. Insomma, non c’è alcun pericolo”.
“Noi abbiamo riaperto – spiega Fogola – ma bisogna ammettere che stiamo vivendo un momento di difficoltà. Non possiamo permetterci di chiudere anche il fine settimana, la nostra è un’attività che ha una clientela numerosa e affezionata. Le dipendenti sono preoccupate perché ho dovuto fare richiesta di cassa integrazione”.
“Sebbene si sia sbloccata la situazione, il secondo passo – conclude – sarà un’autocertificazione per la parziale agibilità dei locali da parte dei commercianti del centro. Vista la già non facile situazione, è il caso di evitare di andare incontro ad altre problematiche”. (cr.al.)






