L’AQUILA – Ideale passaggio di consegne tra passato, presente e futuro dell’Aquila Calcio.
Il presidente degli ultimi cinque anni, Elio Gizzi, e quello che verrà, Corrado Chiodi, nati lo stesso giorno, compari d’anello e amici stretti da anni, hanno festeggiato ieri sera assieme al Baco da Seta la prossima conclusione della trattativa in occasione di una grande conviviale per il compleanno dello stesso Chiodi.
A benedire la successione il presidente provinciale dell’Associazione costruttori, Gianni Frattale, mentre tra gli invitati c’era anche un altro ex presidente rossoblù, Eliseo Iannini.
AbruzzoWeb ha intervistato entrambi i protagonisti, facendo il punto su quello che è stato con Gizzi e su quello che sarà con Chiodi.
“Voglio fare qualcosa nello sport ma anche nel sociale”, promette Chiodi, che combatte la mentalità tutta aquilana del “chi te lo fa fare?”. “Ho ricevuto 300 telefonate di quel tenore ma sono forte, vulcanico, daremo dimostrazione che non è così”, replica.
Un accenno alla dirigenza, in particolare al vertice gestionale (il dg Fabio Aureli) e tecnico (l’uomo mercato Ercole Di Nicola): “Ci sarà ualche piccolissima modifica, non tante”, annuncia.
Quanto a Gizzi, il suo non è un addio: “Resterà in società, sarà una colonna portante”, conclude Chiodi.
“Dopo cinque anni – spiega il presidente uscente – è giusto farmi da parte, soprattutto dopo l’epilogo di questo campionato, in cui i tifosi me l’hanno chiesto apertamente. Costruiamo una nuova società, Chiodi è la persona giusta”.
Si è stancato del calcio? “No – risponde – ma ho perso l’entusiasmo dei primi tempi. Sono comunque sicuro che con i nuovi soci lo riacquisterò”.
“Non abbandono il calcio – conferma – Con questa mossa, però, dimostrerò a chi pensava male che il calcio lo faccio per passione e non per interesse. Starò vicino a Chiodi e gli trasmetterò la mia esperienza. Vedrete che non farà rimpiangere nessuno”.
Gizzi chiude ammettendo che “non abbiamo mai vinto un campionato (almeno sul campo, ma sotto la sua gestione sono arrivate un’ammissione d’ufficio in D e un ripescaggio in Seconda Divisione, ndr) quindi errori sono stati fatti, ma sono convinto di lasciare una L’Aquila Calcio con bilanci sani: i nuovi soci ci hanno fatto i complimenti per come è stata gestita la società e per me è un grosso orgoglio”.






