L’AQUILA – Caos sul ripescaggio dell’Aquila Calcio.

Secondo il sito ufficiale della Lega Pro, la società rossoblù ha presentato domanda di ripescaggio in Prima Divisione. Ma, contemporaneamente, il club di via Ulisse Nurzia nel suo sito ha pubblicato una nota in cui si afferma che “L’Aquila Calcio non ha formalizzato la domanda”.

Raggiunto telefonicamente, il presidente Elio Gizzi ha smentito in modo categorico che sia stato chiesto il ripescaggio, rafforzando quanto già scritto nella nota, eppure per la Lega le cose stanno diversamente.

Per qualche minuto, ad aumentare ancora la confusione, la nota della Lega Pro è apparsa anche sul sito ufficiale del sodalizio, per poi essere rimossa.

L’esame delle domande sarà effettuato nella riunione del Consiglio direttivo di martedì prossimo, 2 agosto, e dalle Commissioni federali (Covisoc e Commissione criteri infrastrutturali).

La decisione finale sarà assunta dal Consiglio federale di giovedì 4.

IL RETROSCENA

Alla base della “domanda-non domanda” c’è l’ipotesi che il Tribunale del Coni possa reinserire il Catanzaro negli organici di Lega Pro, portando il totale a 77. Il Rimini vincitore dei play off di serie D farebbe battaglia qualora si cercasse di estrometterlo e scavalcarlo con i giallorossi calabresi per restare a 76, e per evitare l’impasse si potrebbe portare il totale a 78 tenendo dentro entrambe le società.

A quel punto tornerebbe concretamente in piedi l’ipotesi di un allargamento dell’organico a 80 formazioni, e L’Aquila rientrerebbe in Prima Divisione dalla porta principale. Nel corso della definizione di tutti questi processi, potrebbe passare un po’ di tempo e la società potrebbe trovare sostegni decisivi per le due pesanti fideiussioni da 600 mila euro da sommare al contributo a fondo perduto da 200 mila euro (totale 1,4 di cui 200 mila in contanti e il resto in garanzie) che occorrono per poter partecipare alla corsa ripescaggio. Evidentemente qualcosa si è sbloccato anche se in società nessuno si sbilancia anche per non “bruciare” eventuali soccorritori con l’esposizione mediatica.

Ecco perché il sodalizio aquilano ha tenuto a far sapere alla Lega di essere disponibile qualora si aprano nuove prospettive. Una disponibilità data, formalmente, presentando una lettera (ma per la Lega è una domanda vera e propria) che di sicuro non sarà accolta in prima battuta ma che potrebbe fungere da “prenotazione” in futuro. Ammesso che si trovino le garanzie bancarie, ovviamente. Una strada che alcuni rumors dicono sia stata seguita anche dal Savona, che avrebbe presentato la domanda, ma senza fideiussioni né assegni.

Il problema dell’Aquila è che questa disponibilità a esserci in futuro o è stata comunicata male, oppure negli uffici fiorentini della Lega è stata compresa peggio.

IL COMUNICATO DELLA LEGA PRO

Alle 19 di oggi 29 luglio 2011, termine ultimo per la presentazione delle domande di ripescaggio, hanno depositato la domanda presso la Lega Pro le seguenti società:

per la 1a Divisione:

1) A.S. Avellino Calcio 1912 S.r.l.
3 L’Aquila Calcio 1927 S.r.l.
4) U.S. Poggibonsi S.r.l.
5) A.C. Prato S.p.A.
6) A.S. Pro Vercelli 1982 S.r.l.
7) Savona 1907 F.B.C. S.r.l.
8) Fussball Club Südtirol S.r.l.
9) Ternana Calcio S.p.A.

per la 2a Divisione:

1) S.C. Caronnese S.r.l.
2) Nissa F.C. S.S.D. a r.l.
3) A.C. Rimini 1912 S.r.l.
4) F.C. Turris 1944 A.S.D.

LA NOTA DELL’AQUILA CALCIO

L’Aquila Calcio non ha formalizzato la domanda di ripescaggio in Prima divisione.

La società rossoblù ha comunque inviato agli organi competenti una lettera di disponibilità qualora sussista l’esigenza di allargare il numero delle formazioni iscritte al campionato.

Una decisione dettata anche dalla contingente necessità di definizione, proprio in questi giorni, del nuovo organico societario.

“Da solo era impossibile mettere a disposizione l’ingente cifra richiesta per il ripescaggio – dichiara il presidente dell’Aquila Calcio, Elio Gizzi – La città non ha capito l’importanza del momento e del traguardo da raggiungere. Non c’è stata la necessaria comunione d’intenti a livello imprenditoriale e istituzionale. Dispiace profondamente perché si tratta di un’occasione persa visto che le possibilità di successo erano consistenti. Raggiungere la prima divisione avrebbe avuto un duplice significato: coronare la splendida stagione scorsa e riportare la città su un palcoscenico sportivo di primissimo livello. Un segnale, anche questo, di ricostruzione e di rinascita che in pochi hanno inteso nel suo reale significato. La società, comunque, si adopererà con forza per disputare un buon campionato di Seconda divisione”.