L’AQUILA – Sta per concludersi il conto alla rovescia per l’iscrizione dell’Aquila Calcio 1927 al campionato di serie D, e intanto si stanno vivendo momenti di tensione e grande apprensione nel mondo calcistico cittadino, nel quale si fa sempre più nitida l’ipotesi che possa scomparire.
A poco più di 24 ore dalla scadenza del termine ultimo, fissato per venerdì alle ore 18, per la presentazione della domanda di iscrizione al campionato nazionale, la quadra sembra sempre più lontana.
La nuova società rossoblu è nata solo 13 giorni fa, volti che approdano in città per la prima volta, progetti e idee per una visione futura del club, ma anche soliti problemi e colpi di scena, a cui tifosi e cittadini si sono ormai abituati da anni.
Un sodalizio, che da quanto appreso è composto da sei imprenditori aquilani molto conosciuti in città, che il 28 giugno, giorno dell’ufficializzazione del Consiglio di amministrazione e del nuovo presidente della società, l’imprenditore romano, Gianluca Ius, si sarebbero impegnati a pagare l’iscrizione al campionato (circa 100 mila euro compresi gli stipendi arretrati di 6 ex giocatori e l’ex allenatore Massimo Morgia), salvo poi tirarsi indietro a poche ore dalla scadenza del termine, perché si rifiutano di sedersi a un tavolo con Ius.
Il neo presidente spiega ad AbruzzoWeb che non è una questione di soldi e che, in ogni caso, è disponibile ad aperture, ma che “non mi faccio prendere in giro e non mi farò da parte perché qualcuno ha altri piani”.
Nessun nome per il “qualcuno” che cita Ius, né per gli altri imprenditori che starebbero “creando soltanto confusione senza alcun motivo apparente”.
Il caos a cui si riferisce riguarda le notizie diffuse nei giorni scorsi su Bruno Conti, ex giocatore della Roma ed ex campione del mondo in maglia azzurra, che avrebbe fatto dietro front come consulente tecnico rossoblu.
“Non credevano che qualcuno davvero potesse prendere a cuore l’Aquila calcio e adesso stanno cercando di insinuare dubbi tra cittadini e tifosi, come per esempio sulla presenza nel club di Bruno Conti. Confermo che c’è e ho tutti i messaggi, che caccerò a tempo debito, che provano che ha sposato questa causa solo ed esclusivamente per me”, assicura il presidente, che aggiunge “Ho capito perfettamente il loro gioco e non gli permetterò di farmi terra bruciata attorno”.
Ius dunque parla di un attacco personale, ma perché? “La realtà dei fatti è che o non vogliono fare niente e quindi stanno prendendo in giro ancora un’intera città e i tifosi, mettendo in piedi questa pagliacciata, o il loro unico fine è quello di far scomparire L’Aquila Calcio per farla ripartire loro dalla prima categoria. Dicono di aver a cuore il club, ma poi non vogliono sedersi al tavolo con il presidente dello stesso, questo non ha senso e io sono schifato da tutta questa storia, andrò avanti comunque, ma per ora resto a guardare dalla finestra, vediamo”, prosegue.
La situazione, però, sembra complicarsi di ora in ora e, mentre le lancette scorrono, L’Aquila Calcio potrebbe non riuscire ad iscriversi in D.
Per questo, come già accaduto in più occasioni, è scesa in campo l’amministrazione comunale dell’Aquila, che ha mediato le trattative per la nuova società e adesso sta cercando di metter pace tra i due fronti. In una nota congiunta, ieri, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi e dell’assessore comunale allo Sport, Alessandro Piccinini hanno invitato tutti a fare il possibile per salvare il calcio aquilano.
“Rivolgiamo un appello a quanti, in queste settimane, sono intervenuti sulle vicende societarie del sodalizio rossoblu, invitandoli ad accantonare incomprensioni e discussioni nel nome del bene primario che era, è, e dovrà continuare ad essere, quello della sopravvivenza del calcio in città. L’attività di monitoraggio di quanto stava accadendo attorno a uno dei simboli sportivi di questa comunità è stata costante, con interlocuzioni che hanno coinvolto tutte le parti in causa”, hanno dichiarato.
“Non siamo mai entrati nel merito delle questioni – hanno concluso – dal momento che le vicende riguardano situazioni e interessi di tipo privato, ma istituzionalmente siamo stati impegnati a cercare di individuare un percorso che mai vorremmo terminasse nel peggiore dei modi. Chi sente, dichiara e scrive di avere a cuore le sorti dell’Aquila calcio lo dimostri con atti concreti e si proceda alla formalizzazione dell’iscrizione al prossimo campionato. Noi ci siamo assunti le nostri responsabilità, attendiamo che altri facciano altrettanto”.
“Sottoscrivo l’appello di Biondi e Piccinini, che domenica mi hanno chiamato e mi hanno chiesto di essere disponibile e non precludere alcuna strada – spiega infine Ius – Ho dato la mia totale disponibilità per il bene della città e della collettività, ma non tollero che gli interessi personali siano prioritari, non possono e non devono prevalere, L’Aquila Calcio è e deve essere solo sport e passione”.






