L’AQUILA – “Noi ascoltiamo e cerchiamo di andare incontro alla richieste di tutti, sia degli autisti sia degli utenti. Ma all’Aquila la situazione per i trasporti, dopo il terremoto, si è fatta molto difficile e, complici i tagli del governo centrale e il blocco delle assunzioni, non raggiungiamo il livello di qualità del servizio che vorremmo offrire”.
Alza bandiera bianca cercando di spegnere le polemiche il presidente dell’Azienda aquilana per la mobilità (Ama), Angelo de Angelis, dopo la segnalazione di ritardi sulle linee urbane raccolta da AbruzzoWeb e che ha ricevuto la replica di un autista che sostanzialmente ha detto: lo sanno tutti e nessuno fa niente.
Non risponde al conducente che ha commentato l’episodio, De Angelis. “Si tratta di uno sfogo e va preso come tale. D’altro canto, ci tengo a sottolineare che noi stiamo dalla parte degli utenti del servizio – spiega – Il ritardo non è strutturale ma è dovuto a condizioni di traffico che possono variare”.
Ma al di là di questo il dirigente ammette con onestà le difficoltà con le quali il trasporto pubblico urbano si confronta ogni giorno per le strade del capoluogo.
“Siamo messi piuttosto male. Il Comune, da parte sua, ha incrementato negli scorsi mesi il corrispettivo all’azienda – svela – Ma la nuova struttura urbanistica della città, il decentramento degli insediamenti abitativi, scolastici e lavorativi ha diradato gli spazi e la qualità del servizio ne ha risentito”.
De Angelis aggiunge che “nonostante questo siamo anche riusciti ad aumentare del 30 per cento la copertura del servizio: dai 3 milioni 400 mila chilometri del pre sisma agli oltre 4 milioni di oggi”.
“Siamo coscienti – aggiunge poi sui passaggi dei bus – che la frequenza ottimale del servizio si dovrebbe attestare intorno al quarto d’ora: ma quando va bene, all’Aquila, parliamo di 30 minuti. Ci troviamo di fronte a risorse che non consentono di avere gli standard di qualità che vorremmo”.
Le stesse risorse che consentono di soddisfare le esigenze di diverse fasce d’utenti, come, per esempio, gli studenti. Ma non a quelle dei lavoratori. “Avremmo voluto andare incontro anche agli impiegati, facendo percorsi appositi dai progetti C.a.s.e., ma non abbiamo potuto farlo”, sospira ancora De Angelis.
Alle difficoltà di gestione del trasporto pubblico in una città disgregata come ormai è L’Aquila, si aggiungono anche i provvedimenti del governo centrale.
“Da quattro anni non possiamo assumere nuovo personale: su 140 dipendenti ne sono andati in pensione 26 – sbotta De Angelis – Siamo riusciti, almeno, a integrare nel nostro personale alcuni autisti in esubero dell’Asm, ai quali stiamo insegnando a guidare i mezzi Ama”.
Arrivano, infine, rassicurazioni in merito a episodi come quello di lunedì.
“Ci troviamo all’inizio dell’anno scolastico quindi è necessario mettere a punto gli orari e ottimizzare i tempi. Grazie alle segnalazioni di utenti e autisti cercheremo di migliorare il servizio”, conclude. Eleonora Falci



