L’AQUILA – “Un problema reale, quello degli spazi aggregativi e culturali, viene trasformato nell’ennesimo scippo da parte di sedicenti comitati cittadini, sinistri e di sinistra, di spazi che sono di tutti gli aquilani”.
Ad affermarlo sono Alfonso Magliocco e Roberto Santangelo, rispettivamente dirigente provinciale vice coordinatore comunale PdL L’Aquila, in relazione all’occupazione dell’ex asilo comunale del viale Duca degli Abruzzi, ai margini del centro storico.
“Si occupa uno stabile – affermano – che l’assessore Pezzopane ha già deciso che diventi spazio aggregativo. Per cui, il Comune individua nel piano sociale l’ex asilo come spazio culturale e ricreativo e, guarda caso, i comitati occupano abusivamente quello spazio, in barba a qualsiasi legge. Questa sorta di “zona franca” (della legalità), già peraltro riscontrabile negli spazi di Collemaggio, dove si sono aperti bar e mercatini senza versare un euro di tasse e “scroccando” luce e acqua alla popolazione, non è più tollerabile”.
“La Pezzopane – sottolineano – continua a essere confusa tanto da ritenere che l’utilizzo dei fondi della “legge mancia” creino i presupposti per una privatizzazione di partito dell’ex asilo comunale. Si vuole trasformare lo stabile in centro sociale e culturale? Bene, non siamo in linea di massima contrari, ma lo si faccia rispettando le regole e le leggi. Se è vero, come sostenuto “dall’assessora”, che l’amministrazione comunale ha scelto, già da tempo, il cambio di destinazione dell’immobile in questione, non si perda altro tempo e si predisponga un bando per scegliere, secondo legge, chi dovrà gestirlo”.
Non prima però di aver spiegato quello che i due definiscono “un arcano”. “Si sostiene – spiegano – che l’immobile è stato classificato “B” e contestualmente si dice di avere a disposizione circa 2,5 milioni di euro per metterlo in sicurezza. Cifra che sembra esagerata rispetto ai danni riportati così come si evince sia dalla classificazione che dalle dichiarazioni degli occupanti”.
“Infine .- concludono Magliocco e Santangelo – vorremmo sapere perché uno spazio pubblico, i cui costi di gestione sono a carico della collettività, viene riservato a pochi, ma funzionali, cittadini di chiara appartenenza politica. Centinaia di associazioni chiedono da tempo spazi utilizzabili senza ottenere risposte. Non vorremmo che anche questa volta si vogliano privilegiare i pochi (iscritti, simpatizzanti, dirigenti del PD e/o dell’ex PCI) a discapito di tutti gli aquilani, che solo a parole si dice di volere rappresentare”.






