L’AQUILA – “Come richiesto dall’Avvocato difensore della persona sottoposta alla misura cautelare degli arresti domiciliari per i presunti abusi sessuali commessi ai danni di giovani modelle si sottolinea che, nelle more del procedimento penale in essere, la colpevolezza non sarà accertata fino a sentenza di condanna. Si specifica, altresì, che questi Uffici non hanno ricevuto ulteriori testimonianze in merito”.
A comunicarlo la Questura dell’Aquila, all’indomani della comunicazione, da parte della stessa questura, dell’arresto ai domiciliari, avvenuto nella giornata di venerdì 12 agosto, di Alessandro Luciani, 40enne fotografo professionista e film maker, con l’accusa di abusi sessuali nei confronti di tre giovani aspiranti modelle. Luciani è difeso dall’avvocato Marco De Paulis, del foro dell’Aquila
“Le informazioni esposte nel precedente comunicato in modo da sottolineare che il procedimento penale è ancora in essere e non vi è stata alcuna condanna”, aggiunge la Questura nella nota.
Una delle tre giovani ha sporto denuncia per palpeggiamenti che il 40enne avrebbe effettuato nel corso di un servizio fotografico che sarebbe avvenuto nel mese di maggio. La denuncia che ha fatto scattare le indagini è del mese di giugno. Il 16 agosto scorso, l’uomo è stato interrogato dal Gip Guendalina Buccella. A condurre l’ inchiesta il pm Marco Maria Cellini.
Luciani, molto attivo nella sua professione, ha collaborato e collabora con più di una testata giornalistica, associazioni, istituzioni, nell’ambito di numerosi eventi, come free lance, offrendo in particolare il servizio delle dirette streaming, e da qualche tempo porta avanti in proprio l’iniziativa “Scatti di moda in tour”, vacanza stage per giovani modelle.
L’attività investigativa ha avuto origine nel mese di giugno 2022, a seguito della denuncia-querela sporta da una ragazza che lamentava di essere stata oggetto di “attenzioni particolari” da parte di un fotografo professionista durante la realizzazione di un photobook per pubblicizzare della biancheria intima.
A seguito del racconto, personale della Sezione Reati contro la Persona della Squadra Mobile di L’Aquila, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di L’Aquila, ha iniziato una delicata attività di indagine che ha portato a scoprire che il professionista in questione “era solito utilizzare metodi deontologicamente discutibili, quali palpeggiamenti e sfregamenti delle parti intime del corpo delle giovani modelle”.
E si sottolinea: “i discutibili servizi fotografici venivano svolti presso diverse località di L’Aquila e di tutto il territorio nazionale, in relazione a determinati eventi moda o pubblicitari e shooting fotografici”.
Attraverso la testimonianza di altre giovani modelle, che hanno lamentato “il comportamento poco professionale e sessualmente esplicito dell’uomo”, gli inquirenti “sono riusciti a ricostruire un vero e proprio modus operandi del fotografo. Quest’ultimo, sfruttando la sua professione di fotografo professionista, particolarmente attivo nella realtà aquilana, anche con alcune testate giornalistiche, e abusando della sua posizione di superiorità derivante dalla differenza di età e, in alcuni casi, anche dalla promessa di un lavoro, durante i servizi fotografici compiva atti di violenza sessuali consistenti nel palpare il seno o i glutei delle modelle ovvero tentare approcci sessuali, arrivando a diffondere, sui principali social network, foto che ritraevano le giovani ragazze in topless, senza il loro consenso”.
Ha evidenziato ieri il legale di Luciani: “il mio assistito si è sottoposto all’interrogatorio di garanzia spiegando e chiarendo le circostanze che gli sono tate contestate. Ha fornito prove documentali sulla sua estraneità e sulla veridicità di quanto denunciato. Abbiamo già dimostrato non sottraendoci ad alcuna domanda del Gip il ragionevole dubbio sui fatti denunciati”.
“Abbiamo fiducia nella giustizia e nell’accertamento della verità ma mi sento di escludere in maniera categorica che il mio assistito abbia commesso atti così infamanti che rientrano nel gravissimo reato della violenza sessuale Si tratta di un fotografo stimato e ricercato che non ha mai avuto problemi in oltre venti anni di carriera. All’esito di quanto già dimostrato, valuteremo se e quando richiedere la revoca della misura dei domiciliari”, ha aggiunto.






