L’AQUILA – “I prossimi cinque anni saranno decisivi. Senza segnali nitidi la città non ci sarà più”.

È un allarme ma soprattutto un appello dalle tinte forti quello lanciato dal nuovo arcivescovo dell’Aquila, monsignor Giuseppe Petrocchi.

E lo fa alla sua prima uscita pubblica ad appena 24 ore dal suo insediamento ufficiale, ieri.

Parla davanti a una platea gremita in occasione della riapertura dell’oratorio di San Giuseppe dei Minimi, nel complesso della Basilica di San Giuseppe Artigiano, limitrofa alla centrale piazza Duomo.

Per il nuovo arcivescovo scatta l’applauso più lungo. Il segnale, dicono in città, che ha fatto già presa.

A colpire è l’umiltà con cui si presenta alla gente ma anche le idee chiare sulla difesa della città distrutta dal sisma del 6 aprile del 2009 alle 3.32.

“Si rischia un’emorragia demografica gravissima”, dice monsignor Petrocchi parlando anche di “evaporazione delle promesse e inconsistenza degli impegni”.

“Tanti giovani preferiranno migrare altrove e ci sarà una fuga di risorse, soprattutto giovani”.

La riapertura “di questo bellissimo bene culturale, grazie alla commovente prossimità umana della Repubblica del Kazakistan – aggiunge il nuovo arcivescovo – è un messaggio di speranza che però deve essere seguito da altri segnali inequivocabili”.

Da qui ancora una volta la necessità di intervenire sulle fasce più deboli come gli anziani e i giovani.

“Datemi un po’ di giorni per capire meglio”, dice, quasi a voler aggiungere anche per essere più efficace.

Ieri il bagno di folla. Il momento commovente dinanzi alla Casa dello studente (“li porto nel cuore e li vedo attraverso i vostri occhi”, aveva detto inginocchiandosi in memoria delle 8 giovani vittime).

Oggi l’appuntamento per il nuovo oratorio. “C’è stato un lungo germoglio che adesso introduce la primavera. Questo – ha spiegato – il significato del restauro”.

Nel parterre, nella fila degli ospiti, monsignor Giovanni D’Ercole, vescovo ausiliare, e monsignor Giuseppe Molinari, che ha lasciato a gennaio la carica di arcivescovo per raggiunti limiti di età (75 anni).

Nella chiesa c’era stato un concerto “una manciata di ore prima della tragedia”, ricorda il presidente dell’Associazione solisti aquilani, Walter Capezzali.

In rappresentanza del Kazakistan, il consigliere dell’ambasciata, Zhanybek Imanaliyev.

La donazione è di 1,7 milioni di euro per il restauro della Basilica di San Giuseppe Artigiano.

Presente il direttore regionale per i Beni culturali dell’Abruzzo, Fabrizio Magani.

La riapertura dell’oratorio di San Giuseppe dei Minimi “è un segnale positivo, concreto, reale che permette di guardare avanti con un occhio meno ferito, disilluso”, afferma il sottosegretario ai Beni culturali Ilaria Borletti Buitoni.

Mentre per il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, “è il simbolo della riconquista di questi spazi identitari”.