L’AQUILA – Le elezioni comunali del “ribaltone”, con il ritorno al governo del centrodestra dopo 10 anni di centrosinistra, all’Aquila ci sono state oltre un mese e mezzo fa, ma la campagna elettorale continua ancora: sui social network, piazze virtuali pratiche e gratuite.
Gli esponenti della maggioranza pubblicizzano con questo mezzo, più immediato della comunicazione istituzionale alle redazioni, le prime iniziative di amministrazione della città che stanno mettendo in piedi: si tratta di piccole cose, come premettono loro stessi, ma che “prima non si facevano”.
L’opposizione, dall’altra parte, denuncia un eccessivo presenzialismo su cose appunto piccole, rimanda con scetticismo alle “vere sfide” che arriveranno da dopo Ferragosto in poi, denuncia i meriti dell’amministrazione uscita, più che di quella entrata, su alcune faccende giunte a dama proprio in questi giorni e su cui il centrodestra avrebbe messo cappello.
Dall’ex sindaco, Massimo Cialente, e alcuni componenti della sua squadra, il centrosinistra è scatenato; il centrodestra continua invece nella sua promozione delle cose “normali” che si sono ricominciate a fare mentre l’ordine di scuderia del sindaco, Pierluigi Biondi, sembra essere quello di non rispondere agli attacchi né alimentare polemiche sui social, lasciando che i “pasdaran” della base, che hanno ritrovato numeri e vigore dopo la sbornia elettorale, si occupino della difesa d’ufficio del governo cittadino.
A rispondere, in modo altrettanto diretto, sono infatti semplici cittadini, simpatizzanti e verosimilmente elettori del nuovo corso, che accusano alle spicce i vecchi amministratori di “rosicare” ancora per la debacle alle urne.
“Se l’amministrazione di Massimo Cialente avesse scritto ogni giorno tutto quello che veniva fatto, giorno dopo giorno, dal 2009 a oggi, avremmo ottenuto un effetto ‘stalking’ sulla popolazione. Adesso un tombino pulito fa notizia”, scrive in uno status emblematico, ricondiviso proprio da Cialente, l’ex assessore allo Sport Emanuela Iorio, prendendo a esempio la ripulitura di un tombino che perdeva a Pile.
“Mi auguro di poter fare opposizione su temi concreti, su idee progettuali concrete e in Consiglio comunale – aggiunge – Non ha importanza ciò che il sindaco si sta rivendendo in questo momento come se fosse opera sua. La gente lo sa! Bisognerebbe che avesse il buon senso di capirlo”.
Sulla trasformazione della ex biglietteria alla Fontana luminosa in infopoint turistico stiletta lo stesso ex primo cittadino, “quella sede doveva essere oggetto di un bando. Questo aveva deciso la Giunta. Se non si è fatto, cosa grave, dovrebbe intervenire la commissione presieduta da Americo Di Benedetto“, ovvero quella di Controllo.
E poi, sugli orari, condividendo uno status del sindacalista Luigi Fiammata che denunciava la chiusura domenicale della struttura gestita dal Touring Club appena riaperta. Ma dopo che l’ex candidato consigliere di Forza Italia Fabio Giurina gli fa notare che il box era stato aperto fino alle 18, Cialente non molla: “dovunque sono andato minimo fanno dalle 9 alle 22”.
E ancora, l’inizio “vero”, dopo l’inaugurazione definita “farsa” da Biondi a novembre scorso, dei lavori di ricostruzione del municipio di palazzo Margherita.
“Vorrei dire al sindaco che ci vuole buona creanza nell’annunciare le cose, un poco di rispetto istituzionale (lo stesso dovuto a lui come sindaco della città) per chi ha amministrato prima – sbotta l’ex assessore Pietro Di Stefano – E serve anche la fatica di leggere, sapere, capire prima di parlare”.
E così via. Fino all’ex assessore per pochi mesi e capogruppo dem a lungo Stefano Palumbo, che dopo aver ricondiviso lo status di Di Stefano con l’eloquente commento “Al posto di un semplice ma doveroso ‘grazie’ solo tanta spocchiosa protervia”, aggiunge: “Se poi commento sono quello invidioso e rosicone. Bocca mia taci… finché ci riesci!”.
Un atteggiamento disapprovato da Fabio Ranieri, anima di Articolo 1 nel capoluogo: “Penso che non si debba tacere e anzi sarebbe utile ribattere punto per punto”, perché, fa notare, “nostro malgrado sui social si forma un bel po’ di senso comune anche tra i non tifosi. Qui, volenti o nolenti – evidenzia Ranieri – molte persone si fanno un’ idea dell’aria che tira e di ciò che accade. E smontare la propaganda sarà un pezzo importante per la ricostruzione di un progetto alternativo”.
Una strategia su cui la nuova opposizione dovrà sedersi a tavolino per trovare la quadra.





