L’AQUILA – È venuta alla luce tra venerdì e sabato, alle 3.05, nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale San Salvatore, la piccola Zlata, figlia di una donna fuggita dalla guerra nelle scorse settimane. È la prima bimba ucraina nata all’Aquila.
La bimba e la madre sono in buona salute e la donna ha partorito con parto naturale assistita dall’ostetrica Claudia Carosi, dalla ginecologa Ilaria Colagrande e dalla neonatologa Cecilia Di Natale.
La donna, racconta Il Messaggero, è arrivata all’Aquila circa un mese fa, viaggiando per lunghe ore in auto ed è stata subito presa in carico dal personale del reparto che l’ha assistita di settimana in settimana.
“Quando è arrivata era davvero molto provata e presentava contrazioni, probabilmente dovute allo stress del lungo viaggio, ma devo dire che è stata ben seguita in Ucraina- spiega al Messaggero il primario di Ginecologia, il professor Maurizio Guido– L’abbiamo presa subito in carico, bypassando la burocrazia in accordo con la direzione della Asl, non avendo ovviamente con sé tessera sanitaria e documentazioni necessarie. Si è affidata al nostro personale che l’ha subito accolta e seguita passo passo nelle fasi finali della gravidanza.
“Stiamo seguendo anche un’altra donna arrivata dall’Ucraina, incinta alla trentottesima settimana – aggiunge – Abbiamo preso in carico anche lei all’incirca un mese fa. Il nostro reparto è aperto ad accogliere altre donne ucraine se ce ne sarà bisogno”.
Commenta la deputata Stefania Pezzopane: “Benvenuta a L’Aquila piccola Zlata. È venuta alla luce tra venerdì e sabato, alle 3.05, la piccola Zlata, figlia di una donna ucraina fuggita dalla guerra nelle scorse settimane. È la prima bimba ucraina nata nella nostra città. Ed il suo bel nome significa oro, ed è vero. È oro prezioso, questa piccina appena nata che è con noi. Benvenuta anche a sua madre, donna coraggio, fuggita in auto con il pancione per salvare se e la sua famiglia. Il papa è rimasto in Ucraina e speriamo sia vivo. Una bella notizia per L’Aquila e per la pace, che va cercata davvero perché il mondo sia ospitale per la vita che nasce. Mentre Zlata arriva tra noi, protetta tra le abili mani dello staff ostetrico e ginecologico dell’ospedale San Salvatore, tanti bimbi continuano a morire, a soffrire, a piangere. L’orrore della guerra deve cessare. E le istituzioni devono prodigarsi – senza retorica – ma con umiltà e concretezza per aiutare e sostenere queste persone in fuga dal loro paese sotto le bombe.






