TERAMO – “L’Ha macchina per le crepes l’ho inventata io”.
È con questa tesi che un tecnico teramano di 72 anni, Sergio Falconi, residente a San Nicolò, ha chiamato in causa i grandi nomi dell’industria e della grande distribuzione come Termozeta, De Longhi, Mediaworld, Conad e altri.
La curiosa storia, racconta il Centro, inizia nel lontano 1976 quando Falconi chiese all’Ufficio italiano brevetti e marchi di registrare a suo nome di una macchina per sfornare le crepes con varie applicazioni.
Dagli atti del procedimento risulta che per alcune di queste richieste Falconi ottiene il rilascio del brevetto a suo nome, anche se non ne seguì una produzione industriale.
Nel 2012 il tecnico teramano nota che alcuni modelli di macchine per le crepes in vendita nei centri della grande distribuzione, secondo lui, sono molto simili alla sua “invenzione”.
A quel punto ha denunciato le imprese produttrici e le catene commerciali che vendono quei prodotti per “contraffazione, alterazione o uso di segni distintivi di opere dell’ingegno o prodotti industriali” e altri reati connessi.
Viene avviato il procedimento giudiziario, la finanza svolge le indagini, ma l’inchiesta finisce in un nulla di fatto: le padelle per le crepes non sarebbero quelle inventate da Falconi e comunque il brevetto sarebbe scaduto nel 1996.
La procura chiede l’archiviazione, ma Falconi non si arrende e così ieri il gup De Rensis ha esaminato di nuovo il caso in camera di consiglio per decidere se far proseguire l’inchiesta o confermare l’archiviazione.
Alcune delle imprese denunciate sono difese dall’avvocato teramano Renzo Di Sabatino; Falconi dal legale Luigi Licursi.



