L’AQUILA – Oltre 100 lavoratori in nero sono stati scoperti dalla guardia di finanza che, nel quadro dell’azione di contrasto all’economia sommersa e al lavoro nero, ha svolto in questi giorni uno specifico intervento di massa su tutto il territorio abruzzese.
Coordinata dal comando regionale Abruzzo ed eseguita dalle Fiamme Gialle dei comandi provinciali dell’Aquila, Chieti, Pescara e Teramo e del reparto operativo aeronavale di Pescara, l’iniziativa ha visto impiegate 68 pattuglie e 160 militari che hanno effettuato 300 interventi soprattutto nei settori della ristorazione, agricoltura, edilizia, tessile e turistico alberghiero.
Nel corso dei controlli i militari hanno individuato 102 lavoratori impiegati in maniera irregolare di cui 28 completamente in nero e sono state scoperte numerose violazioni di carattere fiscale.
Durante l’attività ispettiva sono stati individuati anche extracomunitari privi del permesso di soggiorno. È il caso di un laboratorio gestito da cinesi nel Comune di Alba Adriatica (Teramo), in cui due cittadini extracomunitari del Sud Est asiatico risultavano privi di qualsiasi documento attestante la loro permanenza nel territorio italiano.
Hanno tentato di dare false generalità, ma i militari hanno provveduto a notificare l’ordine di espulsione emesso contestualmente dal Questore di Teramo.
Il titolare dell’azienda e la
proprietaria dell’opificio sono stati denunciati all’autorità giudiziaria per violazione alla normativa sull’immigrazione clandestina.
Dall’inizio dell’anno la Guardia di Finanza ha scoperto, in Abruzzo, 550 lavoratori irregolari, di cui ben 375 completamente in nero.






