L’AQUILA – Il Comune dell’Aquila ricorre in Appello contro la sentenza di condanna di Mauro Dolce, responsabile del procedimento di realizzazione del progetto C.a.s.e., l’insieme di 4.500 alloggi antisismici sorti dopo il terremoto del 6 aprile 2009, per gli isolatori sismici difettosi di alcune delle piastre che ospitano le palazzine.

Un appello nel quale l’ente, che si è costituito parte civile nel processo chiedendo già danni per 2 milioni 600 mila euro, richiede nei confronti di Dolce i 100 mila euro di provvisionale negati dal giudice, corrispondenti all’1 per cento della cifra stimata per il totale dei danni, circa 10 milioni di euro che “il Comune, proprietario dei complessi edilizi, dovrà affrontare per sostituire gli isolatori”, che sarebbero 4.896.

Se, infatti, il processo che ha portato alla condanna di Dolce (con rito abbreviato) e che vedrà alla sbarra i primi di aprile altri due indagati,  Gian Michele Calvi, direttore dei lavori, e Agostino Marioni, dirigente di una delle ditte fornitrici, la Alga Spa, si è concentrato solo su 200 “pezzi” risultati avere delle criticità sostanziali, per il Comune sono molti di più quelli effettivamente non conformi.

“Il giudizio abbreviato ha consentito di accertare in maniera assolutamente piena e inequivocabile sia l’elemento psicologico del reato, sia quello materiale – si legge nel ricorso firmato dal dirigente dell’Avvocatura comunale Domenico De Nardis – a tale ultimo riguardo è stato accertato che tutti i 4896 isolatori forniti dalla S.p.A. Alga non soltanto non erano omologati al tempo della loro fornitura (fornitura assentita nonostante un esplicito caveat del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici), ma che tali isolatori non sono omologabili e neppure conformi al tipo successivamente omologato. Altresì è risultato certo ed indubitabile che il materiale fornito avesse caratteristiche inferiori rispetto al tipo omologato e che quindi la difformità tra il pattuito e il fornito dalla Alga con il concorso del sig. Dolce investa un aspetto sostanziale e qualitativo della fornitura”.

Per smontare e sostituire ogni dispositivo antisismico, che serve a isolare la struttura portante di un edificio dagli effetti di un terremoto, il Comune prevede circa 2 mila euro. Il tutto moltiplicato per quasi 5 mila isolatori, che per il Comune non sarebbero in regola, una percentuale altissima considerato che sono 7.368 in totale quelli installati nei progetti C.a.s.e., per una spesa che supera i 7 milioni 100 mila euro.

A sollevare il caso sugli isolatori è stata un’inchiesta giornalistica di RaiNews24 intitolata A prova di sisma. In alcuni test di consulenza dell’accusa gli isolatori si sono spezzati durante alcune prove di laboratorio in California. Il pm Fabio Picuti aveva chiesto per Dolce la condanna a 1 anno e 6 mesi di reclusione.

Dolce e Calvi sono già stati condannati in primo grado a 6 anni di reclusione ciascuno assieme ad altri cinque esperti per omicidio colposo e disastro colposo nell’ambito del processo alla commissione Grandi rischi, organo scientifico consultivo della presidenza del Consiglio, di cui erano componenti all’epoca della riunione del 31 marzo 2009, che, secondo il tribunale, diede date false rassicurazioni agli aquilani, sottovalutando il rischio sismico.