L’AQUILA – Un’ insegnante della provincia dell’Aquila, chiamata a lavorare a Roma agli inizi di settembre, aspetta ancora il primo stipendio. Lo scrive il coordinamento regionale a tutela dei diritti civili, “credici” in una lettera aperta al Ministro Brunetta.
 
“Il 15 novembre, dopo essersi sorbita file interminabili ed aver presentato la diffida del ‘credici’ agli uffici del tesoro di Roma – afferma in rappresentanza di ‘Credici’, Pierluigi Palmieri – l’insegnante si è sentita dire che riscuoterà le sue spettanze (cinque mesi arretrati più la tredicesima mensilità) a fine gennaio”.
 
Il coordinamento regionale chiede al ministro se sia giusto “non pagare per mesi una madre di famiglia che lavora per lo stato, è separata, ha un figlio all’ università e gli anticipa anche le spese vive per l’alloggio fuori regione,  inoltre appartiene alla fortunata provincia dell’Aquila e, quindi, deve pagare le rate per la restituzione dell’ Irpef sospesa per il sisma”.