L’AQUILA – Un attacco durissimo ed una bocciatura senza appello. Sono quelli rifilati al Comune dell’Aquila per i ritardi nei pagamenti agli indennizzi alle aziende aquilane colpite dal terremoto del 6 aprile Confindustria e Apindustria L’Aquila.
L’associazione degli industriali e della piccola induistria si scagliano contro l’inefficienza ed i ritardi nell’erogazione dei fondi per il ristoro dei danni riscontrati a seguito del sisma, la vera ancora di salvezza per molti imprenditori che in quella tragica notte di diciotto mesi fa hanno perso tutto.
Impietoso, poi, il paragone effettuato con il Comune di Scoppito, situato ad una ventina di chilometri dal capoluogo, dove le pratiche per gli indennizzi sono state liquidate in 120 giorni, con il mese di agosto di mezzo e con la metà del personale. Uno smacco per la municipalità aquilana che a più riprese ha sbandierato le circa duecento assunzioni effettuate nei mesi dopo il terremoto proprio per velocizzare tutti gli iter burocratici funzionali ai processi di ricostruzione e ripresa delle attività economiche. Assunzioni che per le due associazioni hanno solamente una giustificazione “elettoralistica”.
QUAL E’ IL MOTIVO DEL MANCATO PAGAMENTO?
“Quale sia il motivo del mancato pagamento degli indennizzi alle aziende aquilane colpite dal terremoto lo sa solo il Comune dell’Aquila” – si legge in una nota congiunta da Confindustra e Apindustria L’Aquila – Se fino alla scorsa estate si potevano avere dubbi circa l’ammontare delle somme nella disponibilità del Comune dell’Aquila, ad oggi non è lecito neanche fare congetture. Qualcuno ci dica pubblicamente, spendendo il proprio nome e cognome, il giorno in cui sarà disposta la liquidazione agli aventi diritto”.
IL RIMPALLO DI RESPONSABILITA’
“A nulla vale cercare il chiarimento: il Comune dirà di aver trasmesso gli atti alla Regione, la Regione dirà che le domande ricevute non erano adeguatamente istruite. Le sappiamo già le risposte. Perché le abbiamo ricevute in altre innumerevoli occasioni, già con altri enti”.
“Dunque, sarebbe inutile chiedere ancora spiegazioni. Addirittura le ultime erano su un presunto ostruzionismo da parte della Regione, a causa del quale il Comune aveva interrotto la trasmissione di tutte le pratiche: “dal momento che non ci hanno specificato quali pratiche erano sospese, abbiamo dovuto fermarle tutte” ha detto l’Assessore Fanfani lo scorso 29 settembre. Omesso ogni giudizio, abbiamo registrato una sua resipiscenza grazie alla quale ha fatto trasmettere 1700 pratiche delle 2.500 dichiarate istruite (il totale delle domande di indennizzo era di 3924)”.
IL PARAGONE CON IL COMUNE DI SCOPPITO
“Ma quale ostruzionismo? Ma lasciamo perdere…facciamo qualche esempio:
Il Comune di Scoppito ha evaso tutte le pratiche in 4 mesi: lo scorso 11 marzo ha iniziato ad esaminare le domande; il 29 aprile ed il 21 giugno ha rendicontato alla Sge, struttura per la gestione dell’emergenza, e ha trasmesso le pratiche istruite con richiesta di indennizzo; il 9 agosto la Regione ha accreditato l’importo richiesto; il 6 settembre il Comune ha liquidato tutte le aziende”.
“Le pratiche, e qui ci vorrebbe Totò, sono state spedite in Regione il 29 aprile: da quella data a quella del pagamento sono trascorsi ad occhio 120 giorni, di cui 30 con metà personale.
“Le unità che hanno provveduto al procedimento sono state due, più un consulente per due mesi. Le stesse due che hanno provveduto alla gestione delle 350 persone in autonoma sistemazione, alle rendicontazioni delle riparazioni delle case A,B,C (ultimate tra ottobre 2009 e giugno 2010), alle attività ordinarie del Comune. Simili esempi di comportamento virtuoso si riscontrano nei Comuni di Fossa, San Demetrio, Poggio Picenze e tanti altri”.
LA STOCCATA FINALE: “ASSUNZIONI COMUNE L’AQUILA DAL SAPORE ELETTORALISTICO”
“Non ci sono commenti. Se non che le ventilate assunzioni reclamate per il Comune dell’Aquila, ultra dotato di impiegati di ogni livello e grado, rendono evidente lo scarso orientamento all’efficienza, in luogo di un notevole orientamento al consenso elettoralistico”



