PIZZOLI – “La persona non è stata picchiata a sangue e lasciata a terra, basterebbe pubblicare i referti ospedalieri dove gli sono stati attribuiti 5 giorni di convalescenza (a me 15), il soggetto è stato accompagnato al pronto soccorso dalla moglie e vi ero anche io e delle persone del nostro paese, il diverbio c’è stato ma non è stato affatto come dall’articolo pubblicato inoltre nel momento del diverbio c’è l’intervento di una pattuglia della polizia in servizio ad Amatrice che ha intravisto la discussione ed è tornata in retromarcia trovando solo me, visto che l’ex dipendente stava tornado a casa ed era girato di spalle, gli agenti mi hanno chiesto i documenti personali e della mia auto come risulta dai loro rapporti”.
Questa la versione di Ferdinando Masci, imprenditore di Pizzoli (L’Aquila), che nei giorni scorsi è stato protagonista di una lite con un suo dipendente.
“Ho aperto la mia azienda nel 2004 e sotto di me sono passati centinaia di dipendenti – dice in una nota – alcuni sono con me da decenni e non ho mai avuto alcun diverbio con loro di questo tipo, ho venduto auto a rate e addirittura prestato soldi nei loro momenti di difficolta, hanno utilizzato i miei mezzi per le loro cose e tutti fornitori dipendenti enti casse edili sono stati da me regolarmente pagati”.
“In merito al rapporto di lavoro – continua Masci – è stato interrotto perché non gli è stato rinnovato il contratto scaduto il 31 maggio per i numerosi problemi causati nel posto di lavoro, io capisco il suo periodo di difficoltà anche per problemi familiari che hanno tolto la serenità, e molto probabilmente sarebbe stato richiamato al lavoro dopo aver ritrovato la giusta serenità, sono circa 13 anni che a periodi collabora presso le mie dipendenze”.
“Aggiungo che al momento io non presenterò alcuna denuncia – prosegue – sono una persona che si alza tutte le mattine alle sei e mezza e va in cantiere, però spero che venga tutelata l’immagine di un imprenditore”.






