ROMA – Quello di oggi è stato il quarto referendum costituzionale nella storia della Repubblica.
Gli appuntamenti precedenti sono stati: quello del 2001, dedicato alla riforma del Titolo V e che vide prevalere il “sì”; quello del 2006, sulla cosiddetta “devolution”, quando invece prevalse il “no”; quello del 2016, per un progetto di riforma della seconda parte della costituzione, e ancora una volta si impose il “no”.
In media con gli altri appuntamenti costituzionali l’affluenza registrata con la scadenza di oggi, che ha invitato gli italiani a esprimersi per confermare il taglio degli eletti alla Camera e al Senato: la percentuale di partecipazione, non vincolante per il raggiungimento del quorum, è stata del 53,8%, con i picchi massimi registrati nel Nord, come confermano gli esiti della Valle d’Aosta (73,5%), Trentino Alto Adige (70,9%) e Veneto (67,5%); affluenza più contenuta al Sud, nonostante il 61% della Campania, confermata però dal 35,7% della Sardegna e dal 45,2% della Calabria.
Ecco di seguito una tabella di confronto con le affluenze degli altri tre referendum costituzionali:
Consultazione SI’ NO AFFLUENZA
– Referendum 2001: 64,2% 35,8% 34,1%
– Referendum 2006: 38,7% 61,3% 52,4%
– Referendum 2016: 40,8% 59,1% 65,4%
– Referendum 2020: 69,6% 30,4% 53,8% * dati ancora non definitivi






