PESCARA – Il Pescara è in serie A per la quinta volta nella sua storia.

Con una travolgente vittoria esterna a Genova contro la Sampdoria, la 25ª di una stagione fantastica, i biancazzurri di Zdenek Zeman staccano matematicamente il biglietto per il ritorno nella massima divisione che l’anno prossimo disputeranno dopo vent’anni esatti d’attesa.

Un risultato solo sognato a inizio stagione, con l’ingaggio del tecnico boemo, e costruito partita dopo partita, accatastando vittorie su vittorie, bel gioco e i complimenti unanimi di tantissimi grandi del calcio, da Pep Guardiola ad Arrigo Sacchi.

Non è stata un’annata tutta rose e fiori, però: ci sono stati momenti difficili, lutti come quello di Franco Mancini, preparatore dei portieri, o di Piermario Morosini, calciatore del Livorno che ha perso la vita proprio giocando contro il Pescara, o ancora del tifoso Domenico Rigante, freddato in un omicidio su cui si dovrà indagare ancora. La truppa biancazzurra ha sbandato, è scivolata un po’ ma non è mai caduta.

Una vittoria che ha tante facce, a partire da quella di Sdengo, sigaretta in bocca e sorriso sardonico, tornato a fondare una nuova “Zemanlandia” tanti e tanti anni dopo le imprese di Foggia.

Accanto a lui il presidente Daniele Sebastiani, ai vertici della Lega di serie B (è il numero due) che dovrà lasciare dopo un solo anno, subentrato a quello che Zeman lo ha voluto e preso, Peppe De Cecco.

In campo tanti i protagonisti. C’è Marco Verratti, il “nuovo Pirlo” che zitto zitto s’è avvicinato a quello “vecchio”, sia con l’approdo nella Nazionale di Cesare Prandelli, ed è il primo biancazzurro di sempre a riuscirci, sia con una trattativa in corso che potrebbe portarlo nientemeno a vestire la maglia della Juventus.

Che dire di Ciro Immobile, bomberino di scuola juventina arrivato come promessa e che chiude l’annata con una trentina di gol e tante tante speranze. Lui è finito in Under 21, per ora.

O ancora Lorenzo Insigne, Azzurrino pure lui, l’etichetta di “nuovo Lavezzi” già appiccicata addosso e tanta voglia di stupire il San Paolo con la maglia del Napoli, ma forse prima questo folletto vorrà farsi un altro giro in biancazzurro, nel torneo di vertice.

Ma sarebbe sbagliato fermarsi a questi qui, i protagonisti sono stati tanti, tutti, da capitan Sansovini, che ha segnato tanto, al portiere volante Anania al terzinaccio (aquilano) Zanon, dai talentini difensivi Capuano (pure lui in Under 21) e Romagnoli all’alfiere di centrocampo Cascione e all’ala Soddimo, fino all’attaccantino della Roma Caprari che si è preso la soddisfazione di mettere la firma sulla promozione siglando la doppietta decisiva a Genova contro la Samp, nel match che vale un trionfo.

Adesso c’è da festeggiare, in riva all’Adriatico è cominciata una teoria senza fine di bandiere biancazzurre, clacson assordanti e folle che ululano, una sciarada che ‘rischia’ di proseguire per settimane.

Sarà anche AbruzzoWeb che porta un pizzico di fortuna agli adriatici? In due anni questo giornale ha già raccontato altrettante promozioni, dalla C1 alla B e ora alla A!

Il Pescara dovrà programmare il suo sesto torneo in massima serie, cercare di conquistare la salvezza (ci è riuscito una volta sola nella storia), provare a trattenere Zeman e almeno qualcuno dei gioielli che ha messo in vetrina, progettando un campionato che a livello simbolico potrebbe fare da traino per una regione intera.

Ma c’è tempo per pensarci. Ora c’è solo da godersi il trionfo. Aveva fatto bene Sdengo un anno fa a chiedere il premio promozione…