L’AQUILA – “Con l’Ingv che come noi rappresenta lo Stato, quindi si lavora con lo stesso spirito, c’è collaborazione, anzi, nei processi che abbiamo fatto per il terremoto i dati scientifici che ci ha fornito hanno contribuito all’accertamento dei fatti e della verità”.
Così il sostituto procuratore della Repubblica dell’Aquila Fabio Picuti a margine dell’inaugurazione all’Aquila della sede distaccata dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) che si trova nel cuore del centro storico che ancora porta i segni del tragico terremoto del 6 aprile 2009.
Picuti è il pubblico ministero dell’inchiesta che ha portato alla condanna in primo grado a sei anni di reclusione dei sette componenti della commissione Grandi rischi, tra cui lo stesso ex presidente dell’Ingv, Enzo Boschi, che si riunì il 31 marzo 2009, cinque giorni prima della devastante che causò la morte di 309 persone.
L’accusa è di aver fornito false rassicurazioni alla popolazione aquilana alle prese da mesi con lo sciame sismico, il che non fece prendere le precauzioni solite ai cittadini, tra cui quella di lasciare le abitazioni dopo una forte scossa.
Nel sottolineare la gratitudine nei confronti dell’Ingv, Picuti ha spiegato che la presenza dell’istituto all’Aquila è “un segnale di ripresa e un’occasione di avanzamento culturale in un territorio ancora martoriato, d’altra parte informazione e cultura sono l’unico baluardo”.



