L’AQUILA – “Si tratta di un fatto storico, avvenuto in un momento in cui il mondo scientifico ci sta guardando, lo posso assicurare, si tratta di una vicenda giudiziaria che farà cambiare atteggiamento tra coloro che hanno responsabilità e altri che vogliono essere protetti, tutelati”.
Questo il commento dello studioso aquilano Giampaolo Giuliani, ricercatore nel campo della fisica terrestre e della sismologia, alla notizia del rinvio a giudizio il 20 settembre dei sette membri della Commissione grandi rischi, accusati di omicidio colposo plurimo e lesioni in riferimento al terremoto avvenuto all’Aquila il 6 aprile 2009.
“Io speravo in questo epilogo giudiziario – ha detto Giuliani – perché non ci fa perdere fiducia nella giustizia. Quello di oggi è un fatto storico, sono stati commessi errori, è una risposta agli uomini che hanno subito perdite”.
Giuliani, che fin dai giorni difficili che hanno preceduto la devastante scossa del 6 aprile è stato idolatrato e sbugiardato a seconda dei casi, punta dritto al cuore della questione.
“Non è mai accaduto – è il suo pensiero – che su un fenomeno fisico fosse stata accertata una certa responsabilità di chi era preposto all’incolumità delle persone”.






