L’AQUILA – “Si dice ormai da venti mesi circa che L’Aquila sarà il cantiere più grande d’Europa, ma ad oggi è tutto fermo”. A dichiararlo è Alessandra Rossi, presidente dei giovani industriali dell’Aquila
A nome mio e del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria L’Aquila lancio un appello alla classe politica ed istituzionale che ci rappresenta: è arrivato il momento di dare risposte chiare ed immediate su cosa vogliamo fare della nostra Città.
“Una città turistica? Una città della conoscenza? Una città in grado di attrarre investimenti? È ormai chiaro che non si ha una visione strategica di questa Città, ma ci si continua a celare dietro il ‘Non ci sono le risorse'”.
“Ed anche laddove i fondi ci sono, non è data la possibilità di finalizzare gli interventi. L’Aquila era stata scelta come sede ONU dedicata alla ricerca dei terremoti. Una grande occasione che ci siamo lasciati sfuggire”.
“La Caritas ha a disposizione progetti e fondi per la realizzazione di centri di aggregazione. Ma di nuovo tutto è fermo, anche nel caso di un progetto utile per aiutare la città a risolvere una parte dei propri problemi sociali. E l’elenco potrebbe continuare”.
“Un clima questo che sta facendo allontanare quanti interessati ad investire sulla Città non trovano terreno fertile”.
“Non si può più aspettare, è davvero arrivato il momento di pretendere risposte chiare e precise, per chi come noi ha scelto di restare all’Aquila e di assumersi la propria responsabilità per contribuire alla rinascita della città e di essere parte attiva e protagonista del futuro del proprio territorio”.
“Alla luce di questo oggi più che mai abbiamo bisogno di costruire alleanze strategiche con il mondo politico ed istituzionale per la rinascita e lo sviluppo del nostro territorio: è necessario arrivare insieme alla decisione di quali strategie implementare e quali risorse investire per far crescere le nostre imprese. Imprese che non dimentichiamo essere la massima espressione della creazione e diffusione di ricchezza e benessere nella società. Se ciò non accade chi ne continuerà a risentire maggiormente saranno i lavoratori e di conseguenza le famiglie”.






