CHIETI – “In Forza Italia sono tutti contro tutti, sono accecati da potere e poltrone, così non può andare avanti, è un casino, quasi quasi è meglio un commissario”.

Il senatore azzurro Antonio Razzi la vede nera nel suo partito, almeno in Abruzzo, e ad Abruzzoweb sfoga tutta la sua amarezza, sfatando l’ottimismo, espresso a questa testata dal coordinatore regionale Nazario Pagano, che certo che almeno fino ad elezioni non ci sarà nessun commissariamento suona la carica, al fianco del presidente Sivio Berlusconi per il rilacio del partito.

Razzi lancia un messaggio di pace e inviti a deporre le asce di guerra alla fronda degli ex Alleanza nazionale, che in Abruzzo ha come esponenti di spicco il deputato Fabrizio Di Stefano, e i consiglieri regionali Lorenzo Sospiri e Mauro Febbo.

Più facile a dirsi che a farsi, spegne gli entusiasmi Razzi, che ribadisce che la situazione nel partito abruzzese è irrimediabile.

Un Razzi, va però ricordato, ancora con il dente avvelenato a seguito dei pesanti attacchi subiti, in particolare da Febbo, alla sola ipotesi ventilata di una sua candidatura a coordinatore al posto dello stesso Pagano.

Ribadendo che di fare il coordinatore non ci pensa nemmeno, partendo da posizioni e analisi opposte Razzi arriva alle stesse conclusioni degli ex An: Pagano non ce la può fare, e inutile che insista e resista alla guida del partito.

“Pagano non lo sento da molto, mi ha detto che si fa sentire. E gli voglio far capire che oramai in questo partito ognuno lavora per se stesso, per strappare una candidatura alle prossime elezioni, non capendo che la gente non è fessa, e se ci vede divisi con il cavolo che vota, se ne resta a casa”, dice.

E dunque  “è meglio un commissario, che imponga ordine e disciplina, nominato direttamente da Berlusconi”.

“Pagano vuole il dialogo, lancia messaggi di pace? Ma quelli se lo mangiano vivo!, è tutto inutile non ha forza per riuscirci!”, aggiunge Razzi, riferendosi ancora una volta agli ex An.

Nel fosco quadro del senatore di Giuliano teatino Pagano sarebbe anche un generale senza  colonnelli.  I coordinatori i provinciali, che sono Vincent Fanini a Teramo, Daniele D’Amario a Chieti, Carlo Masci, a Pescara, e Antonella Di Nino, a L’Aquila, “lavorano per se’ stessi, del partito gli interessa fino ad un certo punto, per loro è un mezzo non un fine”, assicura Razzi.

A questo punto verrebbe da pensare che Razzi dentro a Forza Italia ci stia sempre più a disagio, ma è solo una valutazione viziata da errata prospettiva.

“Finche ci sarà Silvio ci sarò anche io – ribadisce il senatore – i problemi che denuncio riguardano l’Abruzzo, dove c’è chi pensa che io sia sono un mezzo ‘scimunito’. Ma prima che arrivano a me ‘avoglia a magna’ lù sale’. Fuori dall’Abruzzo a certi personaggi non li conosce nessuno, e senza ombrello non vanno da nessuna parte, possono litigare e sgomitare quanto gli pare”.