L’AQUILA – “Veramente io a Roma sono ricevuto, rispettato e corteggiato”.

È ferma e affidata a un sms inviato al direttore di AbruzzoWeb, la replica dell’ex assessore regionale, oggi consigliere d’opposizione Mauro Febbo all’articolo di questo giornale che ha descritto il momento di spaccatura che vive il partito di Forza Italia in regione.

Febbo stanga ancora una volta il coordinatore del partito, Nazario Pagano, rivendicando che, se voto anticipato per il Parlamento sarà, con ogni probabilità avverrà con una legge elettorale dove contano le preferenze e in quel caso lui porterà in dote un bottino doppio rispetto al suo avversario centrato alle ultime Regionali di maggio.

In un’ipotesi di voto anticipato che, comunque, va sempre più scemando, nei giorni scorsi sono infatti partiti i “pellegrinaggi” a Roma degli esponenti a caccia di una candidatura al Parlamento.

A menare le danze c’è proprio Pagano, lesto a postare foto che lo ritraggono accanto al presidente del partito, Silvio Berlusconi, per ribadire la forza e la tenuta della sua leadership.

Un altolà alla fronda interna grossomodo identificabile con gli ex di Alleanza nazionale, che si oppongono ai paganiani forzisti doc, con il malcelato intento di conquistare la guida: lo stesso Febbo, ma anche Lorenzo Sospiri, oltre al parlamentare Fabrizio Di Stefano.

Proprio questi, secondo i rumors, potrebbero costituire gli esclusi dalla costituzione delle liste per le elezioni politiche venture: una vendetta freddissima, anzi gelata, servita da Pagano, dopo i numerosi attacchi mediatici assestati da Febbo e i suoi.

Al contrario, fedelissimi quali l’ex presidente della Regione, Gianni Chiodi, o l’ex assessore e oggi consigliere recordman di preferenze, Paolo Gatti, sarebbero per vicinissimi a una candidatura.

Per non parlare della coordinatrice regionale per l’Abruzzo dei club “Forza Silvio”, Sabrina Di Stefano, accreditata di un rapporto diretto con il presidente Berlusconi e quindi tra i favoriti.

Un “ponte” che ha creato malumori e ulteriore dissenso interno a un partito dove si sta stretti, tanto, che da quanto si apprende, più di un esponente del coordinamento che fa capo a Pagano avrebbe minacciato le dimissioni in caso di schieramento in pole position della bionda di Roseto degli Abruzzi (Teramo).

Ad allargare ancora di più il novero dei papabili, i parlamentari uscenti e ricandidabili, tenuto conto che vengono dati per possibili rientranti a Fi anche gli alfaniani del Nuovo centro destra Paolo Tancredi e Filippo Piccone, anche se quest’ultimo ha già smentito.

Un “calciomercato” che, al momento, non scompone Febbo. “L’unico che non ha capito che si voterà nel 2018 con le preferenze è qualche ex Psi-Udc eccetera”, prosegue, in riferimento al possibile cambio della legge elettorale che riproporrebbe le preferenze, premiando chi ha più consenso personale.

“E visto ciò che è accaduto alle Regionali, per non parlare dell’Anci o delle Provinciali, non so se si candiderà – prosegue ancora Febbo – Io sono sereno, molto. Orgogliosamente, un ex Msi prima ancora di An”, conclude, anche sottolineando la sua differenziazione politica con Pagano.

Una ‘stecca’, infine, è arrivata anche da Sospiri, commentando l’articolo di questo giornale sulla propria bacheca Facebook: “Saprà Pagano se vuole smentire quanto gli viene attribuito, per quanto mi riguarda mi basta non essere bocciato dagli elettori”.

Alle Regionali è finita così: Febbo 5.898 voti, Sospiri 4.839, eletti, Pagano 3.330, non eletto.