PESCARA – C’è chi tra gli esponenti politici abruzzesi di Forza Italia, la maggioranza, resterà a casa, chi invece andrà, ma in ordine sparso, e a titolo personale, per vedere che aria tira.
Tutti consapevoli che i benvenuti saranno gli esponenti del mondo delle imprese e delle professioni, non i politici, su cui invece aleggia un sinistro clima di rottamazione.
Sarà comunque ricordata come l’inizio l’inizio del nuovo corso degli azzurri.
“Megawatt. Energie Per l’Italia”, la convention che si svolge oggi e domani a Milano, indetta da Stefano Parisi, ex manager pubblico e imprenditore, candidato per il centrodestra e sconfitto alle ultime elezioni amministrative di Milano, scelto dal leader maximo Silvio Berlusconi come l’uomo del rinnovamento del centrodestra italiano, con l’obiettivo di riconquistare le personalità della società civile che negli ultimi anni se ne erano allontanate nel bacino del non voto, o conquistate dal grillismo.
Tra i forzisti abruzzesi non ci sarà il coordinatore regionale Nazario Pagano. Ma perché, si affretta a premettere, “il presidente Berlusconi ha vivamente consigliato ai coordinatori regionali e ai parlamentari di non andare, per lasciare il massimo spazio alla società civile. Del resto Parisi non è un esponente di Forza Italia, e la convention non è una manifestazione di partito”.
E aggiunge a scanso di equivoci che “a Parisi guardiamo tutti con grande attenzione e interesse, perché può essere la persona giusta, scelta del resto da Berlusconi, per attrarre chi non si fida più dei partiti, in questo clima di antipolitica, alimentato dalla crisi economica”.
A conferma di quanto detto da Pagano, non saranno a Milano gli onorevoli Fabrizio Di Stefano e Paola Pelino.
“Parisi, l’ho incontrato di recente e mi piace – spiega però Pelino – del resto chiunque si adoperi per rinnovare il centrodestra e riportarlo ad una posizione di forza e unità è il benvenuto. Giusto che ora voglia incontrare per prima la società civile, con noi esponenti politici e di partito più defilati”.
L’aria che tira, sospettano però tanti esponenti politici di Forza Italia, è quella della rottamazione, ovvero di un draconiano rinnovamento, che costerà poltrone e ricandidature a tanti esponenti della vecchia guardia forzista. Tipo La Pelino, che però nega questa ipotesi.
“Non ci sarà nessuna rottamazione – afferma la parlamentare – ma un ampliamento, lo ha assicurato sia Parisi che lo stesso Berlusconi. Del resto sarebbe un grave errore privare il centrodestra di chi lavora, di chi ha esperienza amministrativa e di governo. Una forza politica vincente ha bisogno tanto dei giovani che di chi ha i capelli bianchi”.
Un parlamentare abruzzese però ci sarà: Antonio Razzi.
“Mi hanno invitato, e dunque vado, personalmente Parisi non lo conosco, ma è stato scelto da Berlusconi, e dunque mi fido, voglio ascoltare cosa dice, e che aria tira a Milano”.
Anche Razzi si sente a prova di rottamazione.
“E che c’entro io con la rottamazione – esclama il senatore – io sono un lavoratore, mica un politico! Se a Parisi gli serve un lavoratore sono pronto, se gi serve uno ‘sciacquino’, si rivolga ad altri”.
A Milano andranno anche i consiglieri regionali Gianni Chiodi, Forza Italia, e Mauro Di Dalmazio, Abruzzo Futuro, che condividono l’appartenenza a Idea, associazione e laboratorio politico fondato dall’ex ministro Gaetano Quagliariello.
“Sarò a Milano – spiega Chiodi – perché ritengo che Parisi sia una persona capace di ridare smalto e di portare rinnovamento nel centrodestra. Per la sua storia può rappresentare un punto riferimento per l’elettorato di estrazione liberale e popolare, e può fare da sintesi tra le varie anime del centrodestra”.
A casa resteranno invece i consiglieri regionali Mauro Febbo, per altri improrogabili impegni, ed anche spossato dalla vicenda giudiziaria di Rimborsopoli che si è conclusa proprio ieri con l’assoluzione. “Parisi propone un progetto molto interessante, che merita un approfondimento”, si limita a commentare.
Non ci sarà neanche Paolo Gatti, che però qualche frecciatina al nuovo uomo della provvidenza non la risparmia.
“È un evento più o meno riservato agli esponenti della società civile – ricorda Gatti – e con tutti gli sforzi che posso fare, non posso propormi come tale, visto che faccio politica nelle istituzioni da parecchi anni. Insomma sono un politico, anche se mi rendo conto che questo non va di moda”.
E a proposito dello spauracchio rottamazione, Gatti avverte: “Va benissimo un’azione di rinnovamento che contempli l’innesto di persone provenienti dal mondo dell’impresa e delle professioni. Ma chiedo che siano essenziali anche gente che ha esperienza amministrativa, che da anni fa lavoro politico sul territorio. Per quanto mi riguarda, ho 41 anni, è un po’ presto per fari rottamare…”.





