L’AQUILA – “Sulla lotta all’evasione fiscale e agli abusi edilizi siamo tutti d’accordo. Il problema serio che ha visto naufragare un tentativo di mediazione sull’articolo 6 della delega fiscale, che ho portato avanti in prima persona insieme al nostro capogruppo Paolo Barelli, riguarda il termine ‘valore di mercato’ riferito agli immobili. Noi non crediamo che il valore di mercato, agganciato al valore patrimoniale di un immobile, sia un principio che riesca a garantire quello che per noi è un caposaldo, ovvero che quando parliamo della casa non si devono mettere le mani nelle tasche degli italiani. Per noi la casa è sacra e non si devono creare condizioni che determinino un aumento della tassazione su questo bene in futuro”.

Lo ha detto Antonio Martino, deputato e capogruppo di Forza Italia in commissione Finanze a Montecitorio, a Tgcom 24.

“La sinistra – ha aggiunto – si è imputata sul voler mantenere nel testo l’espressione ‘valore di mercato’ e questo ha fatto scattare un campanello d’allarme, perché noi non siamo disposti a mettere in discussione un valore fondante per tutto il centrodestra e, soprattutto, per Forza Italia. Il muro contro muro si è creato proprio quando abbiamo chiesto di eliminare questa dicitura rispetto alla quale si è avvertita una rigidità importante, anche un po’ sopra le righe. Tutto nasce dall’avviso alla commissione Finanze da parte sottosegretario Guerra per la quale questa questione era talmente importante per il governo da mettere in discussione la stessa tenuta dell’esecutivo”.

“Noi, invece, anche in considerazione delle conseguenze economiche di questi due anni di pandemia, abbiamo ritenuto fosse opportuno fermarsi un attimo perché non può essere un singolo articolo di una delega fiscale ben più ampia a mettere in discussione la sopravvivenza del governo. Spero che nei prossimi giorni si superi questa rigidità e si giunga a una conclusione condivisa da tutto il centrodestra di governo e dall’intera maggioranza. Il nostro contributo responsabile è questo, ma è ovvio che ha un limite nel momento in cui vediamo compromessi i nostri stessi valori fondanti. Legare il valore catastale di un immobile a quello di mercato esporrebbe le famiglie al rischio di perdere l’accesso ad alcuni servizi qualora, pur senza un’incremento del reddito, quest’ultimo aumentasse”, ha concluso Martino.