L’AQUILA – “Forza Italia chiede a buon diritto di tornare ad avere tre consiglieri regionali, all’assetto restituito dalle elezioni del 2019. E il modo più indolore è quella di nominare assessore regionale Umberto D’Annuntiis, al posto dell’ora senatore Guido Liris, e consentire l’ingresso all’Emiciclo, con il meccanismo della surroga, del nostro Gabriele Astolfi“.

Un pregio del capogruppo in Regione degli azzurri Mauro Febbo è quello di non frequentare il  gergo politichese, ed è questa, papale papale, confermata ad Abruzzoweb, la richiesta imbustata e spedita al presidente della Regione, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia. Con tono conciliante, ci mancherebbe, ma il risultato è di fatto, terminati i brindisi e i festeggiamenti per la vittoria alle elezioni politiche del 25 settembre, il deflagrare di un nuovo ruvido scontro nella maggioranza di centrodestra, ad un anno e mezzo dalle elezioni regionali che potrebbero vedere lo stesso Marsilio ricandidato.

A sguainare le sciabole e a pretendere più spazio, come già raccontato da Abruzzoweb, è Forza Italia, che ha disertato  le commissioni, facendo saltare il consiglio regionale di ieri. Canovaccio simile lunedì, nella riunione di maggioranza  a Pescara, dove Febbo non si è visto, tanto che Marsilio, all’invece presente Lorenzo Sospiri, presidente del consiglio regionale, l’altro forzista all’Emiciclo, ha esternato tutta la sua rabbia, accusando Fi di essere responsabile di uno stillicidio  non più sopportabile, di giocare al ricatto permanente, e il presidente sarebbe arrivato ad evocare addirittura l’ipotesi di elezioni anticipate, come rivelato dal quotidiano Il Centro, ben prima della scadenza della primavera del 2024.

Ma la posizione di Fi sembra essere granitica: forte dell’appoggio dei tre federati di valore Abruzzo Manuele Marcovecchio, Simone Angelosante e Tony Di Gianvittorio, andati via dalla Lega, e dell’alleanza stretta con il vice presidente del Consiglio regionale, Roberto Santangelo, può vantare di fatto sei consiglieri, e pretende di pesare di più. Non chiedendo un secondo assessorato, oltre a quello, esterno, di Daniele D’Amario, assicura Febbo smentendo le insistenti voci in tal senso, ma di recuperare almeno il seggio in consiglio perso dopo che il sottosegretario D’Annuntiis è passato a Fratelli d’Italia.

“Dopo che D’Annuntiis ha cambiato casacca, la questione è rimasta in sospeso per molto tempo – spiega Febbo -, anche per nostro senso di responsabilità, vista l’emergenza coronavirus e poi le scadenze elettorali. Ma ora è giunto il momento di affrontarla e risolverla. In modo costruttivo, e la proposta non cambierebbe di una virgola l’assetto e la rappresentanza in giunta per Fratelli d’Italia”.

Questo dunque l’intricato scenario immaginato e voluto da Forza Italia: Fdi nomina come assessore, al posto di Liris, il sottosegretario D’Annuntiis, in modo tale da far entrare all’Emiciclo il primo dei non eletti di Fi nel 2019, Gabriele Astolfi,  attuale commissario provinciale di Teramo ed ex sindaco di Atri. E il posto da sottosegretario rimane a Fdi, occupato da Mario Quaglieri, presidente della quinta commissione Sanità.

C’è però un problema non certo secondario: l’assessorato di Liris è promesso a Quaglieri, con il partito dalla sua, anche perché al suo posto entrerebbe in consiglio come “surrogato” anche il capo di gabinetto della Giunta Marsilio, Massimo Verrecchia, dirigente di Fdi di Avezzano.

Ingresso impossibile se Quaglieri diventasse solo sottosegretario, figura che ad oggi non prevede la surroga.

Non a caso è stata presentata proprio da Sospiri, una proposta di modifica dell0 Statuto regionale, con la possibilità di sostituire in consiglio, con il primo dei non eletti, anche chi va a fare il sottosegretario, di fatto parificato ad un assessore.  Del resto, se la surroga del sottosegretario fosse già prevista, ad oggi il forzista Astolfi sarebbe già in consiglio, al posto di D’Annuntiis.

Ma c’è un altro problema, quello delle tempistiche: la modifica dell0 statuto non si fa con uno schiocco di dita: ci vorranno mesi, sempre che qualcuno non metta i bastoni tra le ruote.

“La strada della surroga a 15-16 mesi dalla tornata elettorale mi sembra ci sembra lunga e quindi non percorribile”, conferma ad Abruzzoweb Febbo.

Insomma, arrivati a questo punto la surroga del sottosegretario è un arnese inutile e tardivo sia per far entrare in consiglio Astolfi che Verrecchia.

E la richiesta di Forza Italia resta irricevibile per i meloniani e anche per la Lega, che se ne sta in disparte, e ha già fatto capire chiaro e tondo che non rinuncerà a nulla, a cominciare dai suoi 4 assessori, e certo non gradirebbe che anche Fi arrivi a sette consiglieri, quelli rimasti alla Lega dopo l’addio dei tre di Valore Abruzzo. Va anche sottolineato che l’ex azzurro e teramano D’Annuntiis ha un pessimo rapporto con Astolfi, e non si presterebbe certo al gioco per far entrare il suo nemico e conterraneo  in consiglio.

Proprio ad Abruzzoweb il neo senatore e coordinatore regionale di Fdi, Etel Sigismondi, è stato in tema di rimpasto molto chiaro: il partito non ne vuole sapere, ad un anno e mezzo dalle elezioni, e l’argomento è che devono valere, ai fini del manuale Cencelli, i risultati delle elezioni del 2019, anche perché Fdi, che alle politiche del 25 settembre è arrivata in Abruzzo al 27%, rispetto al 7% di quattro anni fa, e potrebbe pretendere uno spazio ben maggiore, creando sconquassi nella maggioranza.

Ma dal punto di vista di Febbo, l’assetto del 2019 prevede tre e non due consiglieri di Forza Italia, e dunque è inevitabile il muro contro muro.

“La nostra proposta di d’Annuntiis assessore l’abbiamo formalizzata ad Etel Sigismondi, subito dopo le elezioni politiche, ma non ci ha mai risposto, se non a mezzo stampa, cosa che non ci è piaciuta – spiega Febbo -. Il coordinatore regionale Nazario Pagano l’ha riproposta al presidente Marsilio, ma anche in questo caso non abbiamo avuto risposta se non nella riunione di ieri, una dichiarazione molto forte che magari poteva essere evitata. Confermo che la decisione presa dal partito è intanto di disertare le commissioni, fino a che non avremo un riscontro, nella consapevolezza che la proposta è del tutto legittima, e del fatto che Forza Italia non ha mai fatto mancare il suo deciso sostegno alla maggioranza, con un contributo molto forte. Non siamo stati noi finora a creare problemi, anzi, li abbiamo risolti”.

Per molte settimane si ricorreva la voce che l’obiettivo di Forza Italia era quello di un secondo assessorato, oltre a quello dell’esterno D’Amario, con il ritorno in giunta proprio del capogruppo Febbo, defenestrato nell’ottobre del 2020 su volere della Lega, per non aver appoggiato alle elezioni di Chieti, città di Febbo, il candidato salviniano Fabrizio Di Stefano. E si era detto che avrebbe potuto ambire ad un posto in giunta anche il federato Santangelo.

Ma ad Abruzzoweb Febbo smentisce seccamente questa ipotesi.

“Non ho nessuna intenzione  di tornare in giunta, mi sarebbe bastato chiederlo al mio partito e procedere con un cambio di ruolo con Daniele D’Amario. Sto facendo, e credo bene, il mio lavoro da capogruppo, incidendo nelle decisioni in maniera determinante della giunta e del consiglio” .