PESCARA – “In questi due anni ci siamo molto impegnati per raggiungere gli obiettivi fissati dal Ministero per l’entrata a pieno regime del Fascicolo sanitario elettronico. Già 600-700mila abruzzesi lo utilizzano, ma dobbiamo raggiungere il 100%. La svolta digitale è importante per la nostra regione perché consente una sanità di prossimità, che riduce la burocrazia”.

Stringere i tempi e far tesoro dei 16 milioni di euro di fondi del Pnrr – 4 milioni di euro per ciascuna Asl, di cui 2 milioni per l’adeguamento tecnologico e 2 milioni di euro per la formazione – per affermare definitivamente la rivoluzione digitale della sanità in Abruzzo del Fascicolo sanitario elettronico (Fse).

A suonare la carica, e fare il punto della situazione è stata l’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, nella conferenza stampa di ieri a Pescara, al fianco del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, e del direttore del Dipartimento Sanità, Camillo Odio. Ha partecipato anche il neo direttore dell’Agenzia Sanitaria Regionale, Maurizio Brucchi.

Il Fse è già attivo per legge per tutti i cittadini ed è accessibile attraverso la piattaforma sanitaria regionale Abruzzo Sanità Online, tramite Spid, Cie o la Tessera Sanitaria-Carta Nazionale dei Servizi (Ts-Cns). E permette di rendere più efficiente la sanità, garantendo l’interscambio delle informazioni cliniche e avere un quadro generale del paziente senza che sia lui a raccontarlo e senza organizzare carte che possono risultare parziali, un cruscotto on line sempre aggiornato, consultabile su tutto il territorio nazionale dai medici, con immessi vantaggi per la qualità, le tempistiche e affidabilità delle prestazioni, anche quelle salva vita e in caso di emergenze.

Alla luce del cronoprogramma ministeriale approvato con un decreto legge del 2022 dal governo,  mettendo sul piatto, da ripartire tra le Regioni, ben  610.390.000 milioni di euro, a cui ha fatto seguito,  a settembre 2024, il Piano operativo della Regione Abruzzo (QUI LINK), obiettivi importanti sono stati già centrati, in termini di infrastrururazioni informatiche e utilizzo da parte di medici di famiglia e dei pediatri di libera scelta, resta da aggredire la vera criticità, che accomuna l’Abruzzo a tutto il Paese, rappresentata dal quel misero 2% della popolazione abruzzese che, in base alla normativa della privacy, ha dato il consenso all’accesso ai suoi dati clinici.

Ha detto dunque il presidente Marsilio: “Il Fse ha un impatto rilevante, semplifica la vita, aiuta a essere curati meglio, permette al medico curante o anche al medico che in una situazione di emergenza si trova casualmente a dover intervenire su un malessere o su un incidente, di conoscere la storia clinica della persona e quindi di tarare da subito senza errori che a volte possono diventare letali, le cure appropriate per il momento. Permette ai cittadini di andare poi magari alle visite di controllo senza doversi portare quintali di documentazione, di referti, di lastre dentro borse e valigie perché tutta questa documentazione rimane in possesso attraverso questa piattaforma informatica dei medici che ti devono curare”.

A seguire l’appello del presidente: “invito i cittadini ad aderire perché i medici possano leggere questa storia clinica ed accedere a tutte le analisi e referti, è necessario che i cittadini prestino il proprio consenso, bisogna accedere alla piattaforma dedicata, prestare il proprio consenso oppure farlo attraverso il proprio medico quando ci si va a curare o quando si va a fare una visita si può sfruttare l’occasione per chiedere al medico di attivare la propria casella sulla fascicolo sanitario, la propria posizione personale sul fascicolo sanitario e quindi prestare il proprio consenso all’utilizzo dei dati”.

Ha spiegato ancora Verì: “Il Fse è importante: in un momento di verifica, di urgenza di una visita, qualsiasi specialista, se riceve il permesso, il consenso da parte del cittadino, può aderire, può verificare, può venire a conoscenza di quelli che sono dei dati clinici, ma soprattutto dare una diagnosi appropriata e quindi avere quella continuità assistenziale di cui c’è bisogno”.

Ulteriori sforzi vanno fatti dunque sulla formazione e sull’informazione.

“Abbiamo ancora delle difficoltà sul territorio, per cui questi fondi sono proprio finalizzati alla formazione e informazione di tutti i sanitari, medici, medicina generale, pediatri, specialisti, per l’ottimale utilizzo del  Fse”.

Un appello a dare il consenso è arrivato anche dal direttore Odio, “Il paziente non deve fare altro che accedervi con speed e in maniera molto agile, dare il consenso e da lì visionare quelle che sono le prescrizioni, i referti e tutto ciò che nel tempo è stato archiviato. Se non trova qualcosa può anche aggiungerlo. Questo consenso è anche utile, eventualmente all’occorrenza, per rendere queste informazioni disponibili agli operatori sanitari, ai medici che incontriamo e alle strutture in cui veniamo curate”.

Tenuto conto che per farlo, “i medici di medicina generale sono il front office più importante che abbiamo per il paziente, è la figura che prende in carico e lo segue nel suo ciclo di vita all’interno della comunità, dei suoi bisogni di salute. Hanno già acceduto quasi tutti i medici di medicina al fascicolo sanitario elettronico, sono ben consapevoli della validità perché hanno organizzato loro i corsi prima che ci pensassimo noi all’interno delle strutture sanitarie per il fascicolo sanitario elettronico”

“Quindi i pazienti si devono affidare al proprio medico di base, al proprio mediato perché sicuramente troveranno le informazioni che avranno e anche i medici che sono sempre in contatto con noi, se non sanno qualcosa ce lo possono chiedere. Stanno facendo i corsi in questo periodo e questi corsi servono proprio a creare un retraining, un miglioramento delle competenze altissime che già avevano in materia”, ha concluso Odio.