L’AQUILA – Il presidente della Commissione finanza della Camera, Maurizio Bernardo, riceverà domattina alle 11,30 una delegazione del Comitato difesa risparmiatori Banca Etruria di Pizzoli.
Il comitato è stato il primo a costituirsi in Italia, e raduna oltre 1500 obbligazionisti e azionisti di Banca Etruria dell’Aquila e di altre parti del Paese che hanno perso i propri risparmi dopo il salvataggio dell’istituto da parte del governo che ha riguardato anche Carichieti, Banca Marche e CariFe.
In Abruzzo sono oltre 5 mila i risparmiatori che hanno visto ridotte a carta straccia le proprie azioni e obbligazioni.
“Parleremo con Bernardo per capire se ci sono delle aperture da parte del governo per il rimborso ai risparmiatori, visto che i decreti non sono ancora usciti – afferma Domenico Ioannucci del Comitato di Pizzoli – La nostra proposta è quella di aprire un fondo volontario dove far confluire le plusvalenze delle vendite delle 4 banche e quello che si ricaverà in più dai crediti inesigibili. Con questo fondo tutti i risparmiatori potrebbero recuperare le somme perse. Con il fondo di solidarietà di 100 milioni, invece, si rimborseranno solo alcuni profili di investitori”.
All’incontro parteciperà anche l’avvocato del comitato Vanna Pizzi che chiederà al presidente “se sia a conoscenza dello stato dell’arte della vendita della banca e se ci siano o meno proposte di istituti nazionali e internazionali”.
“Inoltre, visto che reputo difficile che ci saranno delle plus valenze che possano confluire all’interno del fondo per i risarcimenti – sottolinea – chiederò se c’è la possibilità di altre soluzioni per arricchire il fondo stesso e la tempistica. Vorrei capire infatti se c’è intenzione o meno di far confluire ulteriori risorse che non derivino dalla vendita della bad bank e se sì quali sono”.
In relazione alla dichiarazione di insolvenze di Banca Etruria e all’ipotesi di reato per bancarotta fraudolenta, l’avvocato sottolinea “siamo in attesa degli sviluppi che ci saranno da parte della procura a seguito della dichiarazione dello stato di insolvenza di Banca Etruria”.
L’eventuale apertura di un quinto fascicolo da parte della procura di Arezzo, segue gli altri quattro filoni d’inchiesta che riguardano l’ostacolo alla vigilanza di Banca d’Italia per il quale il 10 marzo appariranno dinanzi al Gip Anna Mario Lo Prete Giuseppe Fornasari, Luca Bronchi e il direttore centrale David Canestri, quello delle false fatturazioni con avviso di chiusura indagini bis a carico ancora di Fornasari e Bronchi, il conflitto di interessi nel quale sono indagati Lorenzo Rosi e l’ex consigliere Luciano Nataloni e quello relativo alla truffa ai danni dei risparmiatori per le obbligazioni subordinate.
“Mercoledì avremo l’accesso al provvedimento di rinvio a giudizio nell’ambito del procedimento per ostacolo alla vigilanza sulla base del quale stabiliremo la legittimazione o meno dei risparmiatori nel costituirsi parte civile – conclude – Questo filone è stato aperto per un evento accaduto nel 2012, quello dell’alienazione dell’immobile. Sulla base di ciò che troveremo scritto nel documento della procura che acquisiremo, potremo stabilire chi e come potrà costituirsi parte civile. Chi ha investito nel 2006, ad esempio, non potrà farlo. Le caratteristiche che i risparmiatori devono detenere per potersi costituire parte civile le troveremo sulla base di quello che la procura ha stabilito all’interno del reato stesso”.
Intanto non si arrestano le proteste dei risparmiatori di Banca Etruria che sabato scorso hanno presidiato la sede storica dell’istituto nel centro di Arezzo in occasione del ‘Mutui Day’, evento organizzato da Nuova Banca Etruria per spiegare ai clienti la tipologia dei prodotti dell’istituto. (m.gal)






