L’AQUILA – “Io sono ottimista di natura, ma stiamo correndo un rischio storico: si dice sempre che L’Aquila sta morendo, l’allarme sociale è forte perché la parte trainante della popolazione potrebbe andarsene”.
Non usa giri di parole l’assessore alle Politiche sociali di fresca nomina, Stefania Pezzopane, nel commentare i dati sui trasferimenti verso altri comuni di cittadini aquilani, finora un migliaio, a fronte della metà di arrivi.
“È uno degli indicatori – spiega – che dicono che non siamo in condizioni normali. La situazione economica e sociale è molto grave, sono dunque giuste le ragioni del Comune e di tutti quelli che rivendicano la necessità di risorse per rilanciare l’economia”.
A preoccupare è anche la tipologia di persone che si trasferiscono: abitanti del centro storico tra trenta e cinquant’anni.
“Dati precisi sui ceti non ce ne sono – aggiunge la Pezzopane – ma possiamo immaginare che si tratti dei professionisti, di chi aveva attività importanti e vuole continuare ad averne. Dall’altra parte arrivano gli stranieri, penso operai: ovvio che la comunità debba essere accogliente per tutti, ma un conto è aggiungere, un altro è sostituire. Rischiamo una trasformazione del tessuto sociale, che la città perda la sua connotazione”.
Quanto ai possibili rimedi, l’assessore ha un’idea molto chiara. “Bisogna accelerare – conclude – la ricostruzione delle case vere, perché queste sono proprio quelle persone che nelle case transitorie non vogliono starci. Poi serviranno subito soldi per l’economia, la zona franca urbana immediata e, soprattutto, la questione delle tasse: la logica di chi si trasferisce è che se proprio bisogna pagarle, allora tanto vale pagarle in un posto che assicura pure i servizi”. (alb.or.)



