L’AQUILA – “Il problema di questo Paese è che ci sono troppe leggi che si accavallano e contraddicono, il nostro piano di abolizione di 400 leggi dello stato inutili, contribuirà anche a semplificare il processo di ricostruzione”.

Sono le poche parole dedicate alla ricostruzione dell’Aquila del candidato premier del Movimento 5 stelle, Luigi Di Maio, che questa mattina ha visitato il capoluogo regionale nell’ambito del tour che lo ha portato in altre località abruzzesi e in serata a Termoli (Campobasso). 

Si è trattato di una visita lampo, conseguenza del serrato programma che all’atto pratico è stato cambiato, ad esempio la passeggiata in centro storico all’Aquila non è stata effettuata complice anche la pioggia.

In tal senso, più di qualche polemica è scoppiata, anche tra i simpatizzanti grillini, per il “poco tempo di permanenza” del leader pentastellato: Di Maio, dopo aver fatto una puntata alla Basilica di Collemaggio, è arrivato alla Villa comunale intorno alle 10.30, con circa un’ora di ritardo rispetto al programma, peraltro rettificato una volta, comunicato dall’ufficio stampa del M5s Abruzzo.

In riferimento agli appuntamenti aquilani e alle comunicazioni dell’ufficio stampo, in realtà, ci sono stati disguidi in seguito al fatto che il punto stampa fissato a Collemaggio è stato annunciato a voce, quindi senza una nota scritta, e non a tutte le testate, come testimoniato da alcuni giornalisti.

La conseguenza è che alcuni cronisti locali e diversi attivisti hanno aspettato dalle 9.30 il bagno di folla alla Villa comunale, mentre gli altri, comprese alcune testate nazionali, si trovavano nella Basilica, dove c’era anche la diretta Facebook e dove Di Maio è stato un po’ più loquace.

In ogni caso la visita di Di Maio è stata definita “toccata e fuga”, tanto che sono rimaste senza risposta non solo per i giornalisti le molte domande relative ai tanti problemi di una città che sta lentamente tornando alla normalità, come ad esempio le criticità legate alla ricostruzione, i dubbi sugli esperimenti sotto il Gran Sasso e gli aumenti autostradali. .

Il candidato premier, una volta arrivato alla Villa comunale, ha preso un caffè con il consigliere regionale del Movimento Sara Marcozzi, coordinatrice della campagna elettorale abruzzese per il 4 marzo, ha scambiato due parole con alcuni attivisti ed è andato via, ringraziando i propri sostenitori e glissando alle altre domande dei giornalisti locali.

A un attivista che gli ha posto una domanda sull’Euro, Di Maio ha risposto che “Il nostro punto sull’eventuale uscita dall’Europa è sempre stato il referendum, ma adesso credo che resti una extrema ratio, perché possiamo modificare molte cose intorno all’eurozona e intorno all’euro. Oggi come Paese siamo più forti”.