L’AQUILA – Tra imbarazzi, divisioni e veti incrociati il Partito democratico aquilano sceglie la linea del silenzio all’indomani dell’esplosione del “caso” che ha dilaniato il partito, con l’indicazione del giovane consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci come potenziale candidato sindaco dell’Aquila alle prossime elezioni al termine di un “caminetto” segreto e diffuso dai media che ha fatto insorgere mezzo partito.
E oggi andrà in scena la resa dei conti: una segreteria allargata ai consiglieri comunali che, nei piani originari, avrebbe dovuto certificare la scelta di Pietrucci, da proporre poi agli alleati con primarie o senza; al contrario, vista la situazione degenerata, sarà terreno di scontro.
“La nomina di Pierpaolo al momento è bloccata, poi magari sarà davvero lui il candidato ma non così come hanno provato a fare”: così, infatti, promette battaglia uno degli insorti, in un clima che fa prevalere i rumors alle dichiarazioni ufficiali. Si potrebbe, insomma, andare al muro contro muro e alla conta che sancirebbe la spaccatura in caso di “atto di forza”.
Nel frattempo, il papabile, contattato da AbruzzoWeb attraverso l’ufficio stampa, ha fatto sapere di non voler rilasciare dichiarazioni.
Per tutta la giornata di ieri, completamente a vuoto hanno suonato i telefoni della senatrice Stefania Pezzopane, del segretario comunale Stefano Albano, del presidente dell’assemblea provinciale, Fabio Ranieri, del capo di gabinetto del sindaco, Mauro Marchetti.
Il capogruppo, Stefano Palumbo, dopo aver concordato un appuntamento alla fine di una riunione, si è reso irreperibile. Il vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, è temporaneamente fuori dai giochi dopo un’operazione alla spalla.
Silenzio assoluto in attesa della resa dei conti, insomma. Eppure di chiacchiere se ne fanno molte: domenica sera si sono visti a cena i “ribelli”, capeggiati dall’assessore uscente ed ex capogruppo Maurizio Capri, il primo e fin qui unico dem a uscire pubblicamente con AbruzzoWeb, poi seguito a ruota dal presidente del Consiglio, Carlo Benedetti, e dall’altro assessore cialentiano Pietro Di Stefano, che hanno certificato la spaccatura con interventi pesanti sulle reti sociali.
Ieri, infine, si è svolto un vertice della maggioranza di centrosinistra comunale che, però, assicurano i presenti, ha affrontato solo il tema delle opere pubbliche e non le prospettive per il voto. Oggi sarà tutt’altra musica.





