L’AQUILA – Giochi fatti per gli apparentamenti nei Comuni abruzzesi che torneranno alle urne domenica e lunedì per eleggere i sindaci dopo il nulla di fatto della scorsa settimana.
All’Aquila, Montesilvano (Pescara), Avezzano (L’Aquila), Ortona (Chieti) e San Salvo (Chieti), infatti, nessuno dei contendenti ha superato la soglia della metà più uno dei votanti, per cui si è reso necessario il ballottaggio.
L’unico Comune con più di 15 mila abitanti che ha già un sindaco è Spoltore (Pescara), dove Luciano Di Lorito, a capo di una coalizione formata da Pd, Idv, Fli e Udc, ha incassato il 52% ed è pronto a indossare la fascia tricolore.
Nel capoluogo si è ricomposta l’alleanza che portò al successo l’attuale sindaco, Massimo Cialente, in lizza per il bis: l’Idv di Angelo Mancini ha firmato l’accordo e così il simbolo dipietrista sarà sulla scheda al fianco delle altre formazioni di centrosinistra.
Solo alleanza politica, invece, tra il Pdl e il cartello “L’Aquila città aperta” di Giorgio De Matteis, pur se tra i mal di pancia di una parte della base e del candidato sconfitto Pierluigi Properzi.
Alla finestra tutti gli altri: i “civici” Ettore Di Cesare (Appello per L’Aquila) e Vincenzo Vittorini (L’Aquila che vogliamo), la grillina Enza Blundo ed Enrico Verini, che ha provato in extremis un accordo con Cialente andato a monte.
Dei quattro solo il primo ha la possibilità di sedersi nel prossimo Consiglio comunale, come dalla simulazione del futuro “parlamentino” già pubblicato.
A Montesilvano la corsa tra Attilio Di Mattia (centrosinistra) e Manola Musa (centrodestra) si caratterizza per una caratteristica quasi unica nel panorama italiano e sicuramente inedita per quello abruzzese: le liste che sostenevano il Polo dell’alternativa di Francesco Maragno si è spaccato a metà.
Due liste, Fli e Popolo di Montesilvano, si sono apparentate con Di Mattia, altre due, Api e Democrazia e libertà, hanno scelto la Musa. Il sindaco uscente Pasquale Cordoma, non ricandidato dal Pdl e che ha corso con Grande Sud senza guadagnare il seggio, ha fatto capire di voler farla pagare al suo ex partito: probabile il suo appoggio a Di Mattia.
I restanti quattro candidati, Corrado Di Sante (Rifondazione-Verdi), Gianluca Milillo (Lega Nord), Marco Forconi (Forza nuova) e Manuel Anelli (Movimento 5 stelle), hanno invitato all’astensione.
La spaccatura di Maragno ha fatto discutere in ordine alla ripartizione dei seggi, con i calcoli che ancora non danno risposte univoche. Quindi il “parlamentino” futuro è calcolato tenendo conto dell’incognita rispetto a quale lista dovrà cedere il suo posto al candidato sindaco arrivato terzo al primo turno.
IL PARLAMENTINO
SE VINCE DI MATTIA
Maggioranza: Feliciano D’Ignazio (Pd), Gabriele Di Stefano (Pd), Adriano Chiulli (Pd), Vincenzo Fidanza (Pd), Giovanni Pavone (Pd), Lino Ruggero (Udc), Pietro Gabriele (Udc), Anthony Aliano (Bene comune), Stefano Di Felice (Bene comune), Enea D’Alonzo (Idv), Fabio Vaccaro (Idv), Deborah Comardi (Comunisti-Sel), Federico Di Giovanni (Essere Montesilvano), Carlo Tereo de Landerset (Fli), Francesco Maragno (Polo dell’alternativa oppure Oscaro Bifero – Fli).
Opposizione: Manola Musa (centrodestra), Ottavio De Martinis (Pdl), Paolo Cilli (Pdl), Umberto Di Pasquale (Pdl), Vittorio Catone (Pdl), Paolo Di Blasio (Arcobaleno), Ernesto De Vincentiis (Montesilvano futura), Manuel Anelli (Movimento 5 stelle), Francesco Maragno (Polo dell’alternativa oppure Vittorio Gervasi – Democrazia e libertà).
SE VINCE LA MUSA
Maggioranza: Ottavio De Martinis (Pdl), Paolo Cilli (Pdl), Umberto Di Pasquale (Pdl), Vittorio Catone (Pdl), Claudio Daventura (Pdl), Adriano Tocco (Pdl), Carlandrea Falcone (Pdl), Claudio Di Emanuele (Pdl), Paolo Di Blasio (Arcobaleno), Maria Rosaria Parlione (Arcobaleno), Ernesto De Vincentiis (Montesilvano futura), Corrado Carbani (Montesilvano futura), Alessandro Di Marcoberardino (Città nuove), Vittorio Gervasi (Democrazia e libertà), Francesco Maragno (Polo dell’alternativa oppure Giovanni Castellano – Democrazia e libertà).
Opposizione: Attilio Di Mattia (centrosinistra), Feliciano D’Ignazio (Pd), Gabriele Di Stefano (Pd), Adriano Chiulli (Pd), Vincenzo Fidanza (Pd), Anthony Aliano (Bene comune), Lino Ruggero (Udc), Enea D’Alonzo (Idv), Francesco Maragno (Polo dell’alternativa oppure Carlo Tereo de Landerset – Fli).
Ad Avezzano il candidato del centrosinistra, Gianni Di Pangrazio, ha portato a casa l’accordo con due ex componenti della Giunta uscente guidata dal pidiellino Antonio Floris: Lorenzo De Cesare (Alleanza di centro) e Iride Cosimati (Io amo Avezzano).
Con il primo è stato siglato anche l’apparentamento formale sulla scheda, mentre con la seconda si tratta di un sostegno politico: un rischio perché, così facendo, in ogni caso, si ritroverà fuori dall’assemblea civica nella nuova versione sancita dalla sentenza del Consiglio di Stato che assegna 15 seggi alla maggioranza (e non più 14) e 9 all’opposizione, risultando la prima dei non eletti della minoranza, per cui dovrà sperare in un ripescamento nell’eventuale esecutivo.
Per Di Pangrazio si è espresso anche Pierpaolo Rubeo (Unione dei marsi). A sorpresa, invece, il candidato del centrodestra, Italo Cipollone, ha ottenuto l’appoggio dello storico medico comunista ed ex sindaco Mario Spallone, il più anziano aspirante sindaco d’Italia con i suoi 85 anni, che però porta in dote un esiguo 0,6%.
Nazzareno Di Matteo (Libertà e partecipazione) non ha ancora dato indicazione di voto, mentre Valeria Feragalli ha fatto affiggere in città un eloquente manifesto che recita “Soli contro tutti”.
IL PARLAMENTINO
SE VINCE DI PANGRAZIO
Maggioranza: Crescenzo Presutti (Per Avezzano), Roberto Verdecchia (Per Avezzano), Gianfranco Gallese (Per Avezzano), Leonardo Rosa (Per Avezzano), Domenico Di Berardino (Pd), Carlo Tinarelli (Pd), Fabrizio Amatilli (Pd), Vincenzo Ridolfi (Fli), Giancarlo Cipollone (Fli), Emilio Cipollone (Udc), Stefano Chichiarelli (Udc), Francesco Paciotti (Api), Rocco Di Micco (Avezzano futura), Nicola Pisegna Orlando (Progetto Avezzano), Lorenzo De Cesare (Alleanza di centro).
Opposizione: Italo Cipollone (centrodestra), Claudio Tonelli (Pdl), Lino Cipolloni (Pdl), Vincenzo Gallese (Pdl), Mariano Santomaggio (Pdl), Fabio Ranieri (Pdl), Alberto Lamorgese (Forza Avezzano), Antonio Di Fabio (Con Italo), Filomeno Babbo (Cantiere popolare).
SE VINCE CIPOLLONE
Maggioranza: Claudio Tonelli (Pdl), Lino Cipolloni (Pdl), Vincenzo Gallese (Pdl), Mariano Santomaggio (Pdl), Fabio Ranieri (Pdl), Franco De Nicola (Pdl), Alfredo Chiantini (Pdl), Aureliano Giffi (Pdl), Alberto Lamorgese (Forza Avezzano), Innocenzo Ranieri (Forza Avezzano), Gaetano Scipioni (Forza Avezzano), Antonio Di Fabio (Con Italo), Giuseppe Petracca (Con Italo), Filomeno Babbo (Cantiere popolare), Gianpietro Contestabile (Avezzano protagonista).
Opposizione: Gianni Di Pangrazio (centrosinistra), Crescenzo Presutti (Per Avezzano), Roberto Verdecchia (Per Avezzano), Gianfranco Gallese (Per Avezzano), Domenico Di Berardino (Pd), Carlo Tinarelli (Pd), Vincenzo Ridolfi (Fli), Emilio Cipollone (Udc), Francesco Paciotti (Api).
(segue)






