PESCARA – “Lo spaccio di droga, soprattutto cocaina, prosegue florido specialmente lungo la costa”. Lo scrive la relazione annuale della Direzione Nazionale Antimafia riferendosi alla presenza della criminalità organizzata in Abruzzo.

“La droga arriva prevalentemente dalla Campania ed i fornitori sono immancabilmente legati alla camorra – dice la relazione – Il ruolo degli albanesi e delle famiglie di etnia rom appare essere quello dei “cavalli” e degli spacciatori al minuto sul territorio, mentre il vero mercato ed i grossi guadagni sono ormai appannaggio dei grossisti della camorra, che da vari anni, e non solo per piazzare la droga, hanno trovato nella vicina regione spazio per i loro loschi traffici”.

“Non può dirsi che la camorra abbia soppiantato gli albanesi nel settore, ma piuttosto che li abbia ” inglobati”, facendone degli alleati con i quali cooperare sul territorio e lasciando loro degli spazi di autonomia limitati. In effetti non si sono registrate introduzioni di grosse partite di droga nei porti abruzzesi e lo stesso procedimento di cui qui sotto ha permesso di accertare che lo stupefacente veniva trasportato in Italia attraverso il porto di Trieste. Gli albanesi arrivano in Abruzzo per spacciare la droga introdotta in Veneto e in Puglia, e la regione rappresenta uno dei punti finali del mercato e non il punto di partenza”, spiega la relazione.