LORETO APRUTINO – I carabinieri gli hanno sequestrato l’automobile perché era senza assicurazione e lui ha annunciato sulla rete sociale di Facebook di volersi vendicare con i militari dell’Arma.

Seria o scherzosa che fosse l’idea, è finito denunciato per minaccia a pubblico ufficiale e oltraggio un ventenne di Pescara, mentre un altro ragazzo minorenne che aveva espresso apprezzamento per l’idea incendiaria ha rimediato l’accusa di istigazione a commettere reati.

Un fatto che si gioca sul filo del diritto, in un Paese, come l’Italia, che non ha una legislazione specifica su Internet, ambiente virtuale su cui si modella di volta in volta quella ordinaria.

Tutto è nato quando, dopo il sequestro dell’auto, il giovane ha scritto sulla sua bacheca del social network un messaggio di risentimento nei confronti dei carabinieri, annunciando pubblicamente che avrebbe dato fuoco alla sede dell’Arma di Loreto Aprutino (Pescara), visto che sono stati proprio i militari di questa stazione a sequestrargli l’automobile a Moscufo.

Una ragazza ha letto le frasi minacciose su Facebook e ha subito segnalato il fatto al 112. I carabinieri della compagnia di Montesilvano hanno così avviato gli accertamenti e individuato il responsabile.

Un’indagine breve. È stato infatti sufficiente trovare su Facebook la bacheca del pescarese e scoprire la frase minacciosa che, tra l’altro, era stata commentata positivamente da alcune persone. Sei utenti del social network, infatti, hanno cliccato sul tasto “Mi piace”, mostrando così di apprezzare l’intento.

Un minorenne di Loreto ha anche aggiunto un commento personale, scrivendo che se il pescarese avesse portato avanti questo progetto, avrebbe avuto il suo apprezzamento.

L’automobilista a cui è stata sequestrata l’auto ha quindi assicurato che di certo non si sarebbe tirato indietro, e a quel punto i carabinieri hanno optato per la linea dura, denunciandolo per minaccia a pubblico ufficiale e oltraggio.

Neanche il minorenne che aveva commentato l’ha passata liscia, denunciato, invece, per istigazione a commettere reati.