PESCARA – Gli studenti dell’Università “D’Annunzio” di Chieti e Pescara, da giorni in contatto con i colleghi degli atenei italiani per protestare contro la riforma Gelmini, condividono e rilanciano la lettera congiunta degli universitari che, rivolta al presidente del Consiglio, si sofferma sul concetto di una “patria divenuta ladra di sogni, di speranze e di verità”.
Negli ultimi anni – sottolineano gli studenti nel testo diffuso ieri sera – il vero pericolo sono stati i nostri padri e le nostre madri con la loro incapacità di critica e di volere”.
“Condanniamo l’indifferenza – prosegue il testo – poiché crediamo che la qualità di una società è inversamente proporzionale alla quantità degli indifferenti”.
“E in ultimo condanniamo noi stessi – proseguono gli studenti – per non essere abbastanza bravi da rendere chiara l’evidenza. Siamo la futura generazione di precari, o meglio, noi andremo a ingrossare le file di quella che possiamo definire ‘la classe dei precari'”.
Gli universitari di Pescara e Chieti, inoltre, stanno organizzando in queste ore una manifestazione per domani, in occasione dell’intervento del presidente della Camera, Gianfranco Fini, in un convegno che si terrà nell’Auditorium della “D’Annunzio”.
“Anche in quel caso – fanno sapere i promotori della protesta – con slogan e striscioni esprimeremo la nostra contrarietà alla riforma Gelmini”.






