Apre questo pomeriggio in Pinacoteca la mostra dei 77 pezzi proveniente dal museo russo
 
di FEDERICO IOANNONI

TERAMO – Dopo un lungo peregrinare tra San Pietroburgo, Roma e Castelli arrivano finalmente a Teramo le antiche maioliche della collezione dell’Ermitage. In tutto 77 pezzi che da oggi fino al 31 ottobre faranno bella mostra nella Pinacoteca cittadina. Si tratta di pezzi unici, realizzati dai maggiori maestri castellani quali Pompeo di Bernamonte, Orazio Pompei, Francesco e Carlantonio Grue, Nicola Cappelletti e Carmine Gentile e rappresentano uno spaccato interessantissimo dei principali stili pittorici adottati a Castelli tra il XVI ed il XVIII secolo. «Siamo finalmente giunti all’ultima tappa del viaggio di queste ceramiche che furono raccolte, in buona parte, da un collezionista russo che viveva a Parigi e dopo la rivoluzione di ottobre vennero consegnate al museo dell’Ermitage – sottolinea il presidente del Comitato organizzatore delle mostra Antonio Tancredi – pensate che in origine erano attribuite alla scuola di Faenza e tenute negli scantinati del museo perché considerate di poco pregio. Oggi invece, grazie al lavoro ed alle ricerche svolte, siamo riusciti a ridare lustro a questo patrimonio fondamentale della nostra storia e, una volta tornate in Russia, i vertici del museo ci hanno assicurato che verranno esposte, assieme ad altre sette rimaste a San Pietroburgo, in alcune delle sale più importanti dell’Ermitage, in una mostra unica nel suo genere da febbraio 2008». La collezione rappresenterà i tre secoli di maggiore splendore della produzione castellana e si aggiungerà a quelle già presenti nei maggiori musei del mondo come il Louvre di Parigi, il British Museum di Londra ed il Metropolitan di New York. All’inaugurazione delle ore 18 sarà presente, oltre al comitato scientifico che ha curato la collezione e ad un rappresentante ufficiale dell’Ermitage, anche il sindaco Gianni Chiodi, dal quale vengono parole di gratitudine e stima per il gran lavoro svolto. «Non è solo una mostra di gran pregio, ma una vera e propria operazione culturale a tuttotondo per la nostra città, un’importante vetrina per Teramo, la sua provincia e l’eccellenza del nostro territorio. Forse il più importante appuntamento di questo tipo negli ultimi anni in Abruzzo».

 Fonte: Il Tempo – iltempo.it